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    Vetro dorato con ricordo della cena di Venanzio e Claudiano

    Data: IV secolo d.C.
    Artista: Officina vetraria romana
    Tecnica/Materiale: Vetro, foglia d'oro e smalto  
    Dimensioni: alt.0,85 cm, diam. 10,8 cm ca, spess. pareti vitree 0,4 cm (fondo del vaso), 0,15 cm (piede)
    Provenienza: Rinvenuto a Roma nel cimitero di Callisto sulla via Appia (dato settecentesco, v. BOLDETTI 1720)
    Collocazione: Città del Vaticano, Musei Vaticani, Museo Sacro (Inv. 60744)
    Edizione: Restituzioni 2006
    Autore scheda in catalogo: Claudia Lega
    Restauro: Lucia Ghedin
    Ente di Tutela: Musei Vaticani

    Gli antichi romani, durante il rito simposiale, usavano cingersi il capo con ghirlande di foglie. Il mirto ti sta bene quando mesci. / Ed anche a me, se bevo / sotto la nostra pergola ben chiusa (Orazio, Odi)

    Scheda breve

     Il vetro dorato, che costituiva il fondo di un recipiente, è composto da due strati – un disco vitreo di base e uno superiore di copertura – realizzati distintamente e poi saldati.

    Il vetro di base è incolore, con piede ad anello. Al centro mostra una decorazione a foglia d’oro e smalto. Si tratta di un’iscrizione latina a carattere conviviale che recita: Cena B/enanti ! et / Claudiani: / qui se coro/naberin(t) (!) / biban(t)! (“Cena di Venanzio e Claudiano: coloro che si sono già coronati, bevano!”). Il testo è circondato da una corona vegetale, probabilmente d'alloro, con foglie sovradipinte in smalto chiaro (forse bianco) e bacche in smalto rosso e verde; in basso, compaiono alcune foglie decorative e un'altra corona ornata da nastri e gemme.

    Di colore verde pallido è il vetro di copertura, pertinente al recipiente vero e proprio, le cui pareti sono state volutamente spezzate ed eliminate al momento del reimpiego catacombale dell'oggetto.

     

    Il fondo oro, inquadrabile nel IV secolo d.C., è ritenuto il prodotto di un'officina vetraria romana. Esso venne separato dal corpo del vaso, svuotato del suo significato conviviale e pagano e reimpiegato come ornamentazione di un loculo catacombale nel cimitero di Callisto a Roma.

    Tra le decorazioni che compaiono su vetri dorati, il tipo di composizione presente sul nostro reperto – un'iscrizione racchiusa in una corona – rappresenta un unicum. L'epigrafecelebra il banchetto offerto da Venanzio e Claudiano in occasione di una ricorrenza o circostanza particolare che li accomunava, come poteva essere l'accesso a qualche carica pubblica o collegiale. L'allusione nel testo a una corona fa riferimento all'uso antico di ornare il capo dei commensali con serti d'alloro, d'edera, di prezzemolo o di mirto.

     

    Il vetro, giunto in due frammenti, in un precedente restauro erano stato riassemblato utilizzando una colla che era stata impiegata anche per proteggere la parte anteriore dell’oggetto. L'interfaccia tra i due vetri, laddove non si era verificata la fusione, era interessata da profonde alterazioni. La parte posterioreeravistosamente alterata per la presenza di strati di silice idrata, di ossidi di manganese e di resti di malta.

    Il protettivo superficiale è stato rimosso mediante acqua deionizzata applicata a tampone. I frammenti sono stati quindi separati immergendo l'oggetto in acqua deionizzata riscaldata e sono stati puliti dagli strati d’alterazione e dalla colla mediante bisturi. La presenza deturpante degli ossidi di manganese è stata attenuata utilizzando un prodotto chimico ossidoriducente. Dopo un lavaggio in acqua deionizzata, sono stati eliminati gli strati di silice idrata. Il riassemblaggio è stato effettuato mediante resina epossidica, resina cianacrilica e un collante liquido infiltrato lungo le linee di frattura. La superficie del vetro è stata infine protetta con resina acrilica.   

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Recto, prima del restauro

    Verso, prima del restauro

    Durante
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    Durante

    Particolare durante il restauro

    Particolare durante il restauro

    Particolare durante il restauro

    Particolare durante il restauro

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2006

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Vicenza 2006

    Altre opere dell'edizione

    oreficeria

    Due catene da orologio (Collana di Ganimede, Collana di Perseo); Due bracciali (Collana di Patroclo, Catenella del sacrificatore)

    corredo funerario

    Gruppo di quattordici anelli e sette gemme incise

    scultura

    Altare funerario ottagonale

    scultura

    Ara funeraria con scena di banchetto

    https://www.gallerieditalia.eu
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