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    Torna a Restituzioni 1996

    Tronetto per l’esposizione eucaristica

    Artista: Andrea Brustolon, Paolo Brustolon
    Nascita artista: Andrea Brustolon: Belluno 1662
    Morte artista: Andrea Brustolon: Belluno 1732
    Tecnica/Materiale: Legno intagliato, dipinto e dorato
    Dimensioni: 252 x 197 cm
    Collocazione: Belluno, Chiesa di Loreto
    Edizione: Restituzioni 1996
    Autore scheda in catalogo: Anna Maria Spiazzi
    Restauro: Milena Dean, Emma Colle
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Veneto

    Angeli, serafini, raggi di luce. E al centro il mistero che alla salvezza conduce.

    Scheda breve

    Sulla base di un documento rinvenuto da Giuseppe Biasuz sappiamo che nel 1701 Andrea Brustolon, su committenza di Antonio Brustolon, ha eseguito per la congregazione di S. Filippo Neri oltre ad una statua del Santo fondatore anche “un Tabernacoletto serrato, e parimenti grande che si adopera all’esposizione del SS. Sacramento”.

     

    Evidente il gusto scenografico di ispirazione barocca del tronetto in esame. Sullo sfondo di una larga raggiera quattro serafini sostengono il Padre Eterno che benedice con la mano destra e regge il globo terrestre con la sinistra, mentre più sotto due grandi angeli librati in volo ad ali spiegate sono intenti a sorreggere la cornice ovale entro cui era collocato l’ostensorio. Spighe, grappoli d’uva e rose decorano e arricchiscono di valore simbolico la cornice. Le parti dipinte sono state eseguite, come conferma Biasuz, nella stessa bottega dei Brustolon, dal fratello Paolo o dagli allievi della bottega stessa. La fisionomia degli angeli, quasi femminei nella dolcezza delle linee, evidenzia chiare somiglianze con altre opere veneziane e venete dello stesso Andrea.

     

    Il tronetto presentava numerosi sollevamenti e cadute, comprensive di strati preparatori, su tutte le dorature. L’attacco di xilofagi interessava soprattutto la parte inferiore. Con colletta animale sono stati fissati gli strati sollevati. Dopo una disinfestazione del supporto con permetrina in soluzione l’opera è stata smontata. Sono state asportate le cromie ottocentesche utilizzando soluzioni tamponate e resine a scambio ionico per ammorbidire gli strati oleosi senza intaccare l’originale, ultimando l’operazione a secco con bisturi. Sono invece state mantenute le parti dorate e argentate sempre di origine ottocentesca. La pulitura delle dorature è stata eseguita con chetoni e solventi aromatici. Sono state inolte risistemate le parti che erano state montate in modo errato nel precedente restauro. Le abrasioni negli incarnati sono state ricucite a velatura e rigatino. Su tutta l’opera è stata stesa una sottile verniciatura eseguita con aerografo. È stato infine studiato un nuovo supporto per staccare l’opera dalla parete al fine di consentirne una migliore fruizione.

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni '96

    Opere restaurate, a cura di Fernando Rigon, Cittadella 1996

    Relazione di restauro

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