Sulla base di un documento rinvenuto da Giuseppe Biasuz sappiamo che nel 1701 Andrea Brustolon, su committenza di Antonio Brustolon, ha eseguito per la congregazione di S. Filippo Neri oltre ad una statua del Santo fondatore anche “un Tabernacoletto serrato, e parimenti grande che si adopera all’esposizione del SS. Sacramento”.
Evidente il gusto scenografico di ispirazione barocca del tronetto in esame. Sullo sfondo di una larga raggiera quattro serafini sostengono il Padre Eterno che benedice con la mano destra e regge il globo terrestre con la sinistra, mentre più sotto due grandi angeli librati in volo ad ali spiegate sono intenti a sorreggere la cornice ovale entro cui era collocato l’ostensorio. Spighe, grappoli d’uva e rose decorano e arricchiscono di valore simbolico la cornice. Le parti dipinte sono state eseguite, come conferma Biasuz, nella stessa bottega dei Brustolon, dal fratello Paolo o dagli allievi della bottega stessa. La fisionomia degli angeli, quasi femminei nella dolcezza delle linee, evidenzia chiare somiglianze con altre opere veneziane e venete dello stesso Andrea.
Il tronetto presentava numerosi sollevamenti e cadute, comprensive di strati preparatori, su tutte le dorature. L’attacco di xilofagi interessava soprattutto la parte inferiore. Con colletta animale sono stati fissati gli strati sollevati. Dopo una disinfestazione del supporto con permetrina in soluzione l’opera è stata smontata. Sono state asportate le cromie ottocentesche utilizzando soluzioni tamponate e resine a scambio ionico per ammorbidire gli strati oleosi senza intaccare l’originale, ultimando l’operazione a secco con bisturi. Sono invece state mantenute le parti dorate e argentate sempre di origine ottocentesca. La pulitura delle dorature è stata eseguita con chetoni e solventi aromatici. Sono state inolte risistemate le parti che erano state montate in modo errato nel precedente restauro. Le abrasioni negli incarnati sono state ricucite a velatura e rigatino. Su tutta l’opera è stata stesa una sottile verniciatura eseguita con aerografo. È stato infine studiato un nuovo supporto per staccare l’opera dalla parete al fine di consentirne una migliore fruizione.
Redazione Restituzioni
