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    Transenna lucifera

    Data: prima metà del IX secolo
    Artista: Scultore abruzzese
    Tecnica/Materiale: scultura in pietra calcarea
    Dimensioni: 113 x 106,5 x 8 cm (misure complessive); 111 x 54,5 x 7/8 cm (anta sinistra), 113 x 52 x 7,5/8 cm (anta destra)
    Provenienza: Campli (Teramo), chiesa di San Pietro di Campovalano
    Collocazione: L’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Marco D’Attanasio
    Restauro: Antonio Mignemi (MIMARC Restauro Conservazione s.r.l., L’Aquila); con la direzione di Lucia Arbace (Polo Museale dell’Abruzzo)
    Ente di Tutela: Polo Museale dell'Abruzzo

    Opera restaurata da Antonio Mignemi (MIMARC Restauro Conservazione s.r.l., L’Aquila) con la direzione di Lucia Arbace (Polo Museale dell’Abruzzo)

    Scheda breve

    La transenna lucifera conservata nel Museo Nazionale d’Abruzzo, per le dimensioni ragguardevoli e la quasi totale integrità con cui ci è giunta, costituisce un unicum tra gli arredi scultorei di epoca altomedievale conservatisi nel territorio regionale.

    Il manufatto proviene da San Pietro a Campovalano di Campli, una chiesa fondata tra il periodo tardoantico e altomedioevale e divenuta sede monastica in età carolingia. L’edificio altomedievale è stato del tutto cancellato dai rifacimenti avvenuti tra la fine dell’XI secolo e il Trecento. Della prima fase restano solo alcune testimonianze del suo arredo scultoreo, tra cui la transenna di finestra, recuperata durante i restauri effettuati nel 1968 insieme a un’altra pressoché identica.

    La transenna è di tipo centinato a due imposte; probabilmente è stata suddivisa per agevolare il montaggio sulla parete, manca infatti qualsiasi elemento di ancoraggio o cardini che consentano il movimento delle ante. È realizzata in pietra calcarea; i due battenti hanno soltanto un lato decorato, quello che era esposto all’esterno, mentre il verso è lasciato sommariamente sbozzato dallo scalpello.

    La superficie del recto è ornata con un nastro a tre capi intrecciato che forma una rete a maglie quadrate – due in larghezza e quattro in altezza – al cui interno vi sono nodi di nastri viminei anch’essi bisolcati; la treccia che corre al centro è suddivisa tra i due battenti ma in modo che il disegno sia combaciante tra le due parti. La superficie incisa in maniera decisa, il rilievo piatto e la mancanza di regolarità nella forma della treccia denotano l’attività di un lapicida dai modi in parte affrettati e poco attenti.

    La transenna è entrata nel dibattito critico già da tempo, anche se con diverse opinioni in merito alla datazione. Da un lato c’è chi propende per l’VIII secolo, dall’altro chi la posticipa al IX. I confronti sono stati posti sia con materiale scultoreo abruzzese (un frammento di transenna proveniente dalla cattedrale di Atri e quelli di Santa Maria Aprutiensis a Teramo) sia extraregionale, quali la transenna conservata nel Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno – forse proveniente dalla locale chiesa di Sant’Ilario – le transenne romane di Santa Sabina, Santi Silvestro e Martino ai Monti e altre, frammentarie, conservate presso le raccolte dei Mercati di Traiano.

    Sulla scorta dei pareri già espressi si può circoscrivere la datazione del pezzo alla prima metà del IX secolo, grazie anche ai decisivi confronti proposti con le transenne di Atri, Teramo e Ascoli, verosimilmente tutte eseguite da una bottega itinerante tra il teramano e il piceno che faceva uso di un insieme di modelli ripetibili.

    Il manufatto si trovava in un discreto stato di conservazione. Nella prima fase del restauro realizzato nell’ambito del progetto Restituzioni si è proceduto con una pulitura approfondita, effettuata con tecniche diverse e non invasive. La rimozione di depositi incoerenti e coerenti, aloni, macchie e croste nere ha permesso quindi il recupero cromatico della superficie lapidea. Non sono stati necessari consolidamenti superficiali, è stato invece rinforzato un precedente restauro che aveva già sanato una lesione presente sull’anta destra, procedendo poi con la stuccatura dei bordi e il loro trattamento cromatico.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro, recto

    Prima del restauro, verso

    Durante
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    Durante

    Durante il restauro, prima e dopo la pulitura

    Durante il restauro, pulitura

    Durante il restauro, prova di integrazione

    Durante il restauro, prova di integrazione

    Durante il restauro, integrazione

    Durante il restauro, retro

    Dopo
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    Dopo

    Dopo il restauro

    Dopo il restauro, particolare dell’anta sinistra

    Dopo il restauro, particolare dell’anta sinistra

    Dopo il restauro, particolare dell’anta sinistra

    Dopo il restauro, particolare dell’anta sinistra

    Dopo il restauro, particolare dell’anta destra

    Dopo il restauro, particolare dell’anta destra

    Dopo il restauro, particolare dell’anta destra

    Rilievo 3D, superficie originale

    Rilievo 3D

    Dopo il restauro, particolare della frattura

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
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