L’edificio che fu per oltre tre secoli il cuore e il simbolo dell’impero dei Savoia si trova al centro di un vasto complesso architettonico. Questo complesso costituisce oggi il Polo Reale di Torino, un percorso museale integrato del quale fanno parte, oltre a Palazzo Reale, la Biblioteca Reale, l’Armeria Reale, il Palazzo dei Giardini, la nuova Galleria Sabauda, il Museo di Antichità, il Teatro Romano e il Palazzo Chiablese. Il Palazzo, che con il trasferimento della capitale perse progressivamente le proprie funzioni di residenza reale, è dal 1955 in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Attraverso i numerosi interventi di restauro, gli ambienti sono stati riallestiti per ricreare il Palazzo così come appariva nell’ultimo periodo nel quale la famiglia reale vi tenne la propria residenza.
Gli interventi maggiori sono stati quelli avviati in conseguenza del devastante incendio che nel 1996 si sviluppò nella Cappella della Sindone e si propagò ad alcuni dei vicini ambienti del Palazzo. Danni indiretti ad altri ambienti risparmiati dalle fiamme furono causati dalle infiltrazioni dell’acqua necessaria per lo spegnimento dell’incendio. Fu questo il caso dell’appartamento al primo piano nobile, detto “dei Quadri Moderni”, dove le infiltrazioni danneggiarono le volte affrescate, le boiserie, i rivestimenti, gli arredi e i pavimenti.
Grazie al grande cantiere di restauro del Palazzo Reale di Torino (2003-2009), la maggior parte degli Appartamenti Reali sono stati recuperati, riallestiti e riaperti al pubblico. Il cantiere è stato anche l’occasione per la riscoperta e la ricollocazione di molte notevoli opere relegate nei depositi fin dal secondo dopoguerra. A questo progetto di restauro a lungo termine Intesa Sanpaolo nel 2009-2010 ha offerto il proprio contributo con il restauro degli arredi storici e delle decorazioni dell’appartamento dei Quadri Moderni.
L’appartamento fu realizzato dall’architetto Filippo Juvarra (1678-1736) per ospitarvi la biblioteca e gli archivi del sovrano. Dopo pochi anni, con il trasferimento degli archivi nel nuovo palazzo appositamente costruito, l’appartamento fu destinato all’esposizione di una parte della collezione di artisti fiamminghi acquistata a Vienna per volere Carlo Emanuele III. Con l’occasione le sale furono riccamente decorate, un compito per il quale furono incaricati alcuni tra i più conosciuti artisti del tempo (Francesco De Mura, Scipione Cignaroli, Anna Caterina Gili, Pietro Domenico Olivero, Gregorio Guglielmi e Lorenzo Pécheux). Quando per volere di Carlo Alberto e di Vittorio Emanuele II, i capolavori fiamminghi confluirono nella Galleria Sabauda, al loro posto vennero collocati i dipinti ottocenteschi che danno il nome all’appartamento.
L’intervento sostenuto da Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto Restituzioni ha interessato poltrone, consolle, panche e sgabelli tutti in legno intagliato, laccato e dorato, le stoffe (baldacchino del letto, tappezzerie e tende), nonché alcuni scuri settecenteschi dipinti da Cignaroli.
Redazione Restituzioni
