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    Torna a Restituzioni 2000

    Storie di Virginia Romana

    Data: 1496
    Artista: Sandro Botticelli
    Nascita artista: Firenze, 1445
    Morte artista: 1510
    Tecnica/Materiale: Tempera su tavola  
    Dimensioni: 83,5 x 165,9 cm
    Provenienza: Acquistato da Giovanni Morelli nel 1871 presso la Galleria delle Pitture del Monte di Pietà a Roma
    Collocazione: Bergamo, Accademia Carrara
    Edizione: Restituzioni 2000
    Autore scheda in catalogo: Emanuela Daffra
    Restauro: Rossella Lari
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio, Varese

    Questa innocente libera donzella E’ di Virginio figlia… Ad un tal nome Arder vi veggo già di splendida ira. Virginio in campo milita per voi: Mirate or tempi scellerati; intanto All’onte esposta, ed agli oltraggi, in Roma Rimane sua figlia… (Vittorio Alfieri, Virginia) Una storia di onore, che avvince lo spettatore di ogni tempo, è qui splendidamente raccontata per la Firenze del Rinascimento.

    Scheda breve

    In uno spazio architettonico rinascimentale si compie il dramma di Virginia Romana, giovane figlia del plebeo Lucio Virginio, insidiata dal decemviro Appio Claudio che ne rivendica il possesso sulla base di falsi pretesti. Lucio Virginio, pur di non cedere la figlia, decide di ucciderla, secondo un codice di comportamento che privilegia i valori assoluti, di ordine morale.

    Il discorso visivo, dalla struttura dinamica molto concitata, procede per singoli nuclei drammatici, collegati dal ritornare molteplice dei protagonisti, secondo una tecnica narrativa di memoria medievale. Nella vivace trama gestuale risaltano dettagli umanissimi, primo fra tutti quello di Virginio che, sul punto di uccidere la figlia, volge il capo per non vedere il terribile gesto che l’onore gli impone di compiere.

     

     

    Il dipinto ha conosciuto una buona fortuna critica fino ai primi del Novecento, per cadere successivamente in una lunga fase di oblio. Acquistato dal conoscitore Giovanni Morelli presso le Gallerie delle Pitture del Monte di Pietà, il dipinto fu allora ricondotto alla committenza di Giovanni Vespucci e associato più tardi al pannello della Storia di Lucrezia ora conservato presso l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston.

    La critica aveva riconosciuto nelle opere due spalliere di cassone, realizzate per il matrimonio di Vespucci con Namicina Nerli (1500), in base al soggetto incentrato sul trionfo delle virtù femminili. E’ stata tuttavia proposta una nuova lettura interpretativa, focalizzata sulla connotazione anti-tirannica del soggetto, che andrebbe dunque inteso in chiave anti-medicea. Ciò porterebbe a escludere la committenza Vespucci, sostenitore della linea dei Medici. Altrettanto incerta è la funzione originaria del dipinto: la predilezione di una visione dal basso fa infatti pensare al rivestimento di una sala. Dubbia è risultata inoltre, dopo il restauro, l’autografia botticelliana, anche se al maestro appartengono senz’altro l’impostazione complessiva e il disegno.

     

     

    La superficie del dipinto si presentava offuscata da una patina pigmentata attraverso cui si individuavano restauri pittorici, localizzati prevalentemente nella parte sinistra, ampi, molto scuriti e in parte sollevati. Vi era inoltre un  triplice strato costituito da stuccature a colla e gesso; uno stucco color nero e un’altra stuccatura ricca di cera. Il supporto al di sotto si presentava danneggiato dall’attacco di insetti xilofagi.

    Si è dunque proceduto con la pulitura e la rimozione della vernice e alterazioni pittoriche mediante solvente e bisturi. Non sono invece stati eliminati gli antichi risarcimenti a imitazione che presentavano buona stabilità, ma soltanto armonizzati al resto del dipinto mediante un lievissimo intervento cromatico.

     

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Dopo il restauro, particolare

    Approfondimenti

    Restituzioni 2000

    Capolavori restaurati, a cura di Fernando Rigon, Vicenza 2000

    Altre opere dell'edizione

    glittica

    Gruppo di gemme incise e cammei

    oreficeria

    Collana

    scultura

    Athena di Breno

    scultura

    Ara Grimani

    Età augustea

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