L’opera raffigura la Madonna della Misericordia che con il suo ampio manto sorretto da angeli avvolge due schiere di fedeli: a sinistra, dietro i flagellati della confraternita, le autorità civili e religiose, tra cui spiccano due cardinali e un pontefice; a destra, ancora dietro confratelli incappucciati, un gruppo di fedeli con suore di diversi ordini e laiche; sulla cimasa domina la figura del Dio Padre rivolto in basso che tiene strette due fasce di frecce. Sul verso, al disotto del Cristo risorto, con figure di soldati dormienti diversamente disposte agli angoli del sepolcro, sono i santi Giovanni Battista e Sebastiano trafitto e legato alla colonna; sullo sfondo una veduta di città cinta da mura con lo stemma pontificio e quello di Fabriano. Il dipinto venne acquistato dal reverendo Robert Nevin molto probabilmente nella zona di Fabriano, da dove provengono altri esemplari della sua collezione, e nella vendita del 1907 fu acquisita da George Washington Wurts per essere poi trasferita nel Museo del Palazzo di Venezia, in seguito alla donazione della collezione Wurts allo Stato italiano. L’opera costituisce uno dei numeri più importanti del Maestro di Staffolo, una località presso Fabriano, dove è stato individuato nel locale polittico di Sant’Egidio il dipinto identificativo del pittore. L’artista, formato nella Fabriano di Gentile e poi influenzato dalla corrente espressionista della pittura umbro-marchigiana e dal folignate Bartolomeo di Tommaso in particolare, ha rappresentato una delle personalità più affermate e di riferimento della pittura delle Marche della metà del Quattrocento.
Restituzioni 2018. Guida alla mostra
a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)
