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    Torna a Restituzioni 2006

    Santo vescovo e San Nicola da Bari

    Data: 1450-51
    Artista: Antonio Vivarini
    Nascita artista: Murano, 1415/18
    Morte artista: Venezia, 1476/84
    Tecnica/Materiale: Tempera su tavola
    Dimensioni: 56 x 37,5 cm ca e 55,5 x 38 cm ca
    Provenienza: Ignota
    Collocazione: Venezia, Seminario Patriarcale
    Edizione: Restituzioni 2006
    Autore scheda in catalogo: Roberta Battaglia
    Restauro: AR&C Arlango Restauro e Conservazione
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Venezia e Laguna

    Sembra quasi di contemplare il sole di mezzogiorno nella stagione primaverile, quando indora ogni vetta. (Paolo Silenziario) Come un riflesso dell’antico splendore bizantino, l’arte di Vivarini conserva la memoria di un’eredità culturale ancora viva nella Venezia del Quattrocento.

    Scheda breve

    Diffuso sfarzo, varietà nella resa mimetica dei materiali, raffinata cura del dettaglio: questi i tratti salienti delle due tavole raffiguranti un non meglio identificato Santo vescovo e san Nicola di Bari, collocate (dal 1937) presso il Seminario Patriarcale di Venezia e attribuite ad Antonio Vivarini.

    I due personaggi, stagliati su un luminoso sfondo dorato, sono ritratti a mezzo busto: il santo anonimo, identificato in passato come Crispino o Ambrogio, si presenta di profilo, nei sontuosi panni vescovili, con un libro preziosamente decorato sulla mano destra e il pastorale (quasi un prodotto di fine oreficeria veneziana) nell'altra; Nicola, invece, ripreso di tre quarti, si offre allo sguardo dello spettatore con il consueto attributo delle tre palle d'oro, con tanto di mitra e pastorale, in analogia con l'altro santo.

     

    Ignota è la destinazione originaria delle due tavole: documentate nell'Ottocento a San Cipriano di Murano, sono poi passate poi al Seminario Patriarcale di Venezia dove furono viste da Giannantonio Moschini che le assegnò a Jacobello del Fiore. Più tardi le due opere risultano trasferite a Santa Maria della Salute e la loro attribuzione spostata all'ambito dei Vivarini: dato che sarà in seguito precisato con la collocazione dei due dipinti alla fase centrale della produzione di Antonio Vivarini (1450 ca), caratterizzata da uno stile più robusto in termini di plasticità e solidità materica.

    E' stato ipotizzato che le tavole dovessero originariamente presentarsi con un formato rettangolare al posto dell'odierno ovale e poste all'interno di un polittico, di cui si è tentata un'ideale ricostruzione. Di convincente rimane, tuttavia, la sola ipotesi che vede il San Ludovico da Tolosa del Louvre come parte dello stesso complesso, suggerendo così  l'idea di un'originaria ubicazione in un contesto religioso francescano. 

     

    L'intervento conservativo ha confermato che i dipinti sono stati ritagliati da una struttura più ampia e il retro delle tavole sensibilmente assottigliato; ha inoltre permesso di giungere a una più chiara lettura dei fondi oro, che risultano completamente ridorati tra fine Settecento e inizio Ottocento e parzialmente integrati con foglia d'oro in  un successivo restauro novecentesco.

    Si è così proceduto con le operazioni di pulitura, che hanno portato alla rimozione dei depositi di polvere, vernice e, soprattutto, di una particolare sostanza stesa in funzione protettiva sulle sole figure dei santi. Si è infine rivelata necessaria la reintegrazione pittorica, condotta con colori ad acquerello e a vernice, che ha consentito una rinnovata e più corretta lettura del testo figurativo. 

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Santo vescovo prima del restauro

    San Nicola da Bari prima del restauro

    Durante
    Durante

    Santo vescovo durante il restauro

    San Nicola da Bari durante il restauro

    Retro delle tavole, durante il restauro

    Dopo
    Dopo

    Santo vescovo, particolare dopo il restauro

    San Nicola da Bari, particolare dopo il restauro

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2006

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Vicenza 2006

    Altre opere dell'edizione

    oreficeria

    Due catene da orologio (Collana di Ganimede, Collana di Perseo); Due bracciali (Collana di Patroclo, Catenella del sacrificatore)

    corredo funerario

    Gruppo di quattordici anelli e sette gemme incise

    scultura

    Altare funerario ottagonale

    scultura

    Ara funeraria con scena di banchetto

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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