Questo dipinto non era mai stato restaurato prima dell’intervento nell’ambito di Restituzioni, benché avesse molto sofferto negli spostamenti successivi alla soppressione del culto, in epoca napoleonica, dell’originaria chiesa di San Ponziano a Lucca. L’attuale intervento ha potuto conservare il supporto originale, evitando di rinforzarlo con una seconda tela di rifodero. I suoi delicatissimi colori non erano apprezzabili, perché oppressi da una compatta coltre di sporcizia e di ossidazione delle vernici protettive. La pulitura ha riportato in luce la firma e l’anno di esecuzione, 1731, finora non rilevati, e la purezza assoluta dei colori. Purtroppo la delicata rifinitura a lacca, che rendeva particolarmente preziosi i riflessi della veste dell’angelo, è completamente caduta. Sono però emersi molti cambiamenti in corso di esecuzione, conferma di un’inquietudine sia inventiva sia esecutiva che è caratteristica dell’artista. Fino all’epoca di quest’opera, la celebrità di Donato Creti era dovuta prevalentemente ai temi profani e alla loro raffinata poetica arcadica. Applicato alla tematica devozionale, il suo purismo comportò la ricerca di uno stile depurato da arbitri inventivi, in favore di una nobilitazione dei modi pittorici, semplificata e severa, che rinnovasse la distinzione ideale propria dello stile di di Guido Reni.
Restituzioni 2018. Guida alla mostra
a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)
