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    Torna a Restituzioni 2006

    San Pietro e San Giovanni Battista

    Data: 1535 ca
    Artista: Alessandro Bonvicino, detto il Moretto
    Nascita artista: Brescia, 1498 ca
    Morte artista: 1554
    Tecnica/Materiale: Tavola
    Dimensioni: 114 x 51 cm ciascuno
    Provenienza: Collezione Manfrin, acquisto 1856
    Collocazione: Venezia, Gallerie dell'Accademia
    Edizione: Restituzioni 2006
    Autore scheda in catalogo: Giulio Manieri Elia
    Restauro: Giulio Bono
    Ente di Tutela: Soprintendenza Speciale per il Polo Museale veneziano

    A dominare lo spazio dei dipinti, due grandi protagonisti della storia cristiana: Giovanni Battista, ultimo fra i profeti e annunciatore della venuta di Cristo, e Pietro, cui è affidata la missione di una chiesa terrestre, specchio della perfetta comunità celeste.

    Scheda breve

    Sullo sfondo di un bel paesaggio collinare si stagliano le solide figure dei santi Pietro e Giovanni Battista, a figura intera e colti in atteggiamento di moderata compostezza.

    I due dipinti facevano sicuramente parte di un polittico dove, al centro, avrebbero potuto fungere da protagonisti Cristo o una Madonna con il Bambino. La retorica impressa nella gestualità, paragonabile a una sorta di discorso figurato, lascia infatti presupporre un soggetto centrale “forte”, rappresentativo per la sfera sfera devozionale. Non sfugge, infatti, il volto pietoso e malinconico di Pietro che scivola verso il basso, con espressione scopertamente contemplativa, né lo sguardo di Giovanni che pare uscire dallo spazio fittizio della pittura, per coinvolgere e attirare il devoto nella dimensione spaziale del sacro. 

     

    I dipinti appartenevano alla collezione della nobile famiglia veneziana Manfrin e furono acquistati dal governo austro-ungarico per le Gallerie dell'Accademia di Venezia nel 1856. La scelta  deve essere stata determinata dal contesto di rivalutazione del Moretto, avvenuta nell'Ottocento, come ci confermano alcune osservazioni critiche sui due dipinti, giudicati da Burckhardt “diligenti, di bella espressione”. Va però sottolineato come questo interesse rinnovato abbia determinato un risvolto negativo sul piano della storia conservativa, che ha reso i due dipinti oggetto di cattivi interventi di restauro.

     

    Un restauro antico vide la trasformazione del formato in rettangolare, grazie al completamento degli angoli in alto, originariamente arcuati, con due inserti triangolari dipinti a olio. In questa occasione furono decurtati i supporti per alcuni centimetri lungo i margini verticali. Venne inoltre effettuata una pulitura molto pesante, che comportò la perdita delle velature finali del manto di Pietro e degli scuri. Ciò era avvenuto in conformità con il gusto ottocentesco, poco incline ad apprezzare i contrasti cromatici e l'accostamento violento di massimi scuri e massimi chiari, tipico di Moretto. Sollevamenti di colore resero necessario un altro restauro, a fine Ottocento, che determinò (con la stesura di  una patina quanto mai inopportuna) una sgradevole tonalità verdognola.

    Anche l'attuale intervento ha dovuto ovviare al problema del sollevamento dei pigmenti, sanato solo con l'asportazione definitiva di ben tre stati di patine e ridipinture, tolti i quali è apparsa una pittura solida e un supporto molto stabile. Ripristinati i livelli pittorici originali, il restauro ha infine consentito il recupero di una straordinaria luce fredda e argentea, caratteristica della pittura originaria. 

     

     

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    San Giovanni Battista, prima del restauro

    San Pietro, prima del restauro

    Durante
    Durante

    San Pietro, particolare durante il restauro

    San Giovanni Battista, particolare durante il restauro

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    San Pietro, particolare dopo il restauro

    San Giovanni Battista, particolare dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2006

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Vicenza 2006

    Altre opere dell'edizione

    oreficeria

    Due catene da orologio (Collana di Ganimede, Collana di Perseo); Due bracciali (Collana di Patroclo, Catenella del sacrificatore)

    corredo funerario

    Gruppo di quattordici anelli e sette gemme incise

    scultura

    Altare funerario ottagonale

    scultura

    Ara funeraria con scena di banchetto

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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