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    Torna a Restituzioni 2006

    San Lorenzo Giustiniani

    Data: 1465 ca
    Artista: Gentile Bellini (attribuito a)
    Nascita artista: Venezia, 1429 ca
    Morte artista: 1507
    Tecnica/Materiale: Olio su tela
    Dimensioni: 120 x 380 cm
    Provenienza: Dono dei signori Candiani e Cervellini
    Collocazione: Diocesi di Venezia
    Edizione: Restituzioni 2006
    Autore scheda in catalogo: Amalia Donatella Basso
    Restauro: AR&C Arlango Restauro e Conservazione
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Venezia e Laguna

    Ci decidemmo a percorrere con determinazione la via interiore. (Padre Macario, Starec di Optino). La meditazione spirituale, la rinuncia al bene materiale, la potenza della preghiera. Come in una sorta di manuale figurato Gentile Bellini traduce in immagine gli ideali di un grande protagonista del Quattrocento veneziano.

    Scheda breve

    Dallo sfondo scuro emerge con forza il ritratto di Lorenzo Giustiniani, rigorosamente ripreso di profilo – come imponeva la tradizionale formula quattrocentesca –, nell'atto di benedire con la mano destra.

    Si tratta di un gesto usuale nella ritrattistica religiosa, di grande impatto emotivo, così come lo sono i segni che la prassi ascetica ha lasciato sul corpo: il volto emaciato, l'orbita scavata, le rughe a raggiera intorno all'occhio, i fasci muscolari intorno al collo, l'accentuata magrezza. Altrettanto degni di nota sono i segni esteriori di appartenenza a un preciso ordine religioso: il santo indossa sopra l'abito celeste dei Turchini – la congregazione dei Canonici Secolari di San Giorgio in Alga cui era affiliato – un'austera veste bianca (cotta) e il caratteristico berrettino di pelo (camauro) da cui sbucano i raggi dell'aureola, attributo specifico dei beati. 

     

    Il ritratto ha fornito un notevole contributo alla diffusione dell'iconografia di Lorenzo Giustiniani, campione di specchiate virtù e asceta rigoroso, molto amato a Venezia e oggetto di un particolare culto “cittadino”. Egli infatti, nominato vescovo di Castello nel 1433, fu poi il primo patriarca della Serenissima a partire dal 1451, diventando il simbolo del prestigio e dell’autonomia della Chiesa veneziana nei confronti dell’autorità ecclesiastica romana.

    Nel periodo di realizzazione del ritratto (1465 ca) Lorenzo Giustiniani non era ancora stato santificato. Il dettaglio dell'aureola, tuttavia, è indice del culto di cui il patriarca fu oggetto ben prima della canonizzazione. L'opera, che pure sembra appartenere alla sfera della devozione privata, viste le piccole dimensioni, è comunque riconducibile al “ritrattista di stato” del momento, riconoscibile nel fare pittorico luminoso e asciutto: una sorta di “sigla” dello stile di Gentile Bellini degli anni Sessanta del Quattrocento. 

     

    Nella fase preliminare del restauro è stata rilevata la presenza di una patina ingiallita e di piccole ridipinture, nonché la traccia del disegno preparatorio, che è risultato assai rifinito; sul retro è stata poi decifrata un'iscrizione che identifica il personaggio.

    L'intervento di restauro, di carattere propriamente conservativo, si è concentrato soprattutto sulla rimozione di una vernice applicata in un precedente restauro, il consolidamento degli strati preparatori e l'applicazione di alcune stuccature. L’interveto ha conferito all'immagine nuovo vigore e un migliore grado di leggibilità, confermando l'ipotesi della paternità belliniana.

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro

    Durante
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    Durante

    Durante il restauro, pulitura con luce U.V.

    Iscrizione sul retro della tavola

    Particolare durante il restauro, riflettografia I.R.

    Particolare durante il restauro, riflettografia I.R.

    Durante il restauro

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Dopo il restauro, particolare

    Approfondimenti

    Restituzioni 2006

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Vicenza 2006

    Altre opere dell'edizione

    oreficeria

    Due catene da orologio (Collana di Ganimede, Collana di Perseo); Due bracciali (Collana di Patroclo, Catenella del sacrificatore)

    corredo funerario

    Gruppo di quattordici anelli e sette gemme incise

    scultura

    Altare funerario ottagonale

    scultura

    Ara funeraria con scena di banchetto

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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