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    Torna a Restituzioni 2004

    San Girolamo riceve i doni dai mercanti

    Data: Secondo decennio della seconda metà del XVI secolo
    Artista: Jacopo Robusti, detto il Tintoretto
    Nascita artista: Venezia 1518
    Morte artista: Venezia 1594
    Tecnica/Materiale: Olio su tela
    Dimensioni: 100 x 250 cm
    Provenienza: Venezia, Scuola di San Fantin
    Collocazione: Venezia, Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
    Edizione: Restituzioni 2004
    Autore scheda in catalogo: Ileana Chiappini di Sorio
    Restauro: Renza Clochiatti
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Venezia e Laguna

    Non sono sfrontato e ottuso al punto da dire di conoscere a fondo queste cose e di cogliere sulla terra i frutti di quegli alberi le cui radici sono piantate in cielo, ma confesso di desiderarlo. (San Girolamo) Nel dipinto confluiscono i tratti peculiari dell’iconografia di san Girolamo, esegeta e cardinale della Chiesa cattolica. Egli appare qui come lo studioso amato nella tradizione umanistica, l’intellettuale che ha contribuito a strutturare in modo organico la dottrina teologale, ma anche come l’autorevole uomo dell’istituzione ecclesiastica, consapevole della propria missione pastorale.

    Scheda breve

    Contro un cielo plumbeo, addensato di nuvole e guizzi di luce, quattro solide figure di mercanti occupano a piena figura lo spazio in primo piano. Avvolti in vesti sinuose e colorate, con il copricapo e il turbante in testa, i quattro si fanno accompagnare dai propri cavalli, per portare i doni a san Girolamo, che indossa gli abiti cardinalizi. Singolare cornice per lo studio di Girolamo è l’ambientazione all’aperto, con il profilo delle colline che si perde in lontananza e la veduta di una chiesa in prospettiva.
    Dietro al santo, caratterizzato da una folta barba bianca (allusiva della condizione eremitica) e da una luminosissima aureola, è un chierico con la tonsura e la veste bruna, che si inchina di fronte ai doni. Il gesto conclude infatti una sottile trama gestuale che inizia da sinistra, con il mercante ripreso di spalle intento a slegare un sacco, e che passa attraverso gli altri personaggi con la forza narrativa propria di Tintoretto.

     

    L’autografia tintorettiana, attestata fin da Marco Boschini nel Seicento, era stata messa in dubbio da Rodolfo Pallucchini, che giudicava l’opera un prodotto di scuola.
    La lettura del testo pittorico, in effetti, era stata compromessa da alcuni danneggiamenti, dovuti alla travagliata vicenda del dipinto, soggetto a  continui trasferimenti. Non è noto, del resto, quali fossero luogo e funzione originari dell’opera, ma è possibile che, data la prospettiva dell’audace sotto in su, il “telero” facesse parte del primo soffitto della chiesa della Scuola di San Fantin a Venezia, sostituito a inizio Seicento con il Ciclo del Purgatorio di Palma il Giovane, dove oggi è l’Aula Magna dell’Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.

     

    Il recente restauro si è rivelato fondamentale per confermare la piena autografia tintorettiana dell’opera.
    Recuperando i corretti valori cromatici e spaziali è stato infatti possibile evidenziare la prospettiva del sotto in su e lo squarcio con le architetture di fondo, cifra stilistica dell’autore veneziano.
    Grazie alla pulitura sono state evidenziate alcune invenzioni, prima poco visibili, a ulteriore conferma di tale autografia, come ad esempio la soluzione tipologica del volto schematizzato, quasi triangolare, del giovane a sinistra che snoda la sacca della mercanzia. É stato inoltre possibile appurare la presenza originale della profilatura grezza nei bordi della tela, escludendo dunque l’ipotesi di una rifilatura, suggerita dalla presenza del chierico nel lato destro del dipinto.

     

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Particolare prima del restauro

    Particolari prima del restauro

    Dopo
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    Dopo

    Dopo il restauro

    Particolare dopo il restauro

    Particolare dopo il restauro

    Particolare dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2004

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Vicenza 2004

    Altre opere dell'edizione

    glittica

    Gruppo di quattordici gemme e un vetro dorato

    scultura

    Stele funeraria di Lisandra

    scultura

    Statua di Gigante anguipede

    scultura

    Statua di Gigante anguipede alato

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