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    Torna a Restituzioni 2018

    San Girolamo penitente

    Data: 1590-1595 ca
    Artista: Camillo Procaccini
    Nascita artista: Parma, 1561
    Morte artista: Milano, 1629
    Tecnica/Materiale: olio su tavola
    Dimensioni: 241 x 141 cm
    Provenienza: Milano, chiesa di San Raffaele Arcangelo
    Collocazione: Milano, Rettoria di San Raffaele Arcangelo, navata destra
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Paola Strada
    Restauro: Eliana Tovagliaro, Milano; con la direzione di Paola Strada (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano); indagini Fabio Frezzato (coordinatore C.S.G. Palladio s.r.l., Vicenza)
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano

    Opera restaurata daEliana Tovagliaro, Milano con la direzione di Paola Strada (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano)

    Scheda breve

    Il dottore della Chiesa è raffigurato come un anziano eremita, in ritiro nel deserto della Calcide. Seminudo, panneggiato in un manto rosso vermiglio, san Girolamo genuflesso si percuote il petto con una pietra e rivolge lo sguardo al Cristo sul crocifisso astile. Su un altare scavato nella roccia sono gli attributi del libro e del teschio; in primo piano a destra è il galero cardinalizio, nella penombra a sinistra il leone, dall’aria sorniona. Il restauro, eseguito in occasione di Restituzioni, ha dato piena leggibilità ai dettagli del personaggio – con l’espressiva testa canuta circondata da un’inedita aureola fiammeggiante –, delle rocce e della verzura e soprattutto del bel paesaggio di ispirazione nordica nello sfondo, popolato di uomini e animali, con il borgo fiabesco e i rilievi montuosi azzurrati. Le indagini riflettografiche hanno rivelato un disegno preparatorio molto accurato, preliminare sia alla figura sia al resto della composizione.

    Fin dal primo Seicento le carte d’archivio e la guidistica locale registrano la pala d’altare in una cappella entro la chiesa milanese di San Raffaele e la assegnano al pittore emiliano Camillo Procaccini, trasferitosi in città dal 1587 dopo una precoce carriera a Bologna e nel ducato estense e un possibile viaggio di formazione a Roma.

    Trascurata forse a causa della sua scarsa leggibilità, la grande, rara tavola del San Girolamo è stata riconosciuta da Nancy Ward Neilson (1979) come opera ancora giovanile (1595 circa), successiva alla consacrazione dell’artista quale autore di pale d’altare (Martirio di sant’Agnese, 1592, Isola Bella, collezione Borromeo).

    La possente articolazione della figura, di derivazione michelangiolesca e tibaldiana e tipica della precedente produzione di Camillo Procaccini, permane nelle opere condotte poco dopo il trasferimento in Lombardia, prima che il suo stile cominci a farsi più compassato, in linea con le nuove tendenze della pittura riformata milanese e la conseguente rinuncia alle licenze manieriste, già riscontrabile nelle ante dell’organo meridionale del duomo (entro il 1595) e nelle quattro tele per San Francesco Grande (entro il 1594, Milano, Pinacoteca di Brera). Perciò la datazione del San Girolamo può forse essere anticipata in tempi più prossimi alla realizzazione per la chiesa di San Raffaele delle tavole di Giovanni Ambrogio Figino (1586 circa), suo principale rivale nella Milano di fine Cinquecento. Il dipinto appartiene infatti alla prima campagna decorativa che interessò l’antica chiesa milanese dopo il suo radicale rinnovamento in età borromaica, alla fine degli anni Settanta del XVI secolo e per iniziativa della Compagnia laica del Santissimo Sacramento. Per ideare la composizione il pittore trasse diversi spunti da due famose pale di identico soggetto in chiese cittadine, in San Giorgio al Palazzo (1545-1546), di Gaudenzio Ferrari e Giovanni Battista Della Cerva, e nel Santuario di Santa Maria presso San Celso (1542-1543), di Callisto Piazza.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro, recto

    Prima del restauro, verso

    Prima del restauro, particolare con il volto di san Girolamo

    Durante
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    Durante

    Foto a luce UV

    Riflettografia IR

    Durante il restauro, particolare del cappello cardinalizio dopo la pulitura e la stuccatura

    Durante il restauro, particolare del cappello cardinalizio dopo l'integrazione pittorica

    Durante il restauro, verso, pulitura

    Durante il restauro, particolare con saggio di pulitura

    Durante il restauro, particolare con saggio di pulitura

    Durante il restauro, particolare con saggio di pulitura

    Durante il restauro, intero dopo la pulitura e la stuccatura

    Durante il restauro, particolare della cornice dopo l'integrazione pittorica

    Dopo
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Dopo

    Dopo restauro con cornice

    Dopo il restauro, verso

    Dopo il restauro, particolare con il cielo

    Dopo il restauro, particolare con il volto di san Girolamo

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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