Entrato in Accademia Carrara nel 1866 per legato del conte Guglielmo Lochis, nella cui collezione era giunto già con numerosi danni della pellicola pittorica, il piccolo dipinto devozionale divenne subito, in virtù della firma, un’opera importante nel catalogo di Vincenzo Foppa e come tale considerato da tutta la bibliografia sull’artista. Tuttavia, con l’eccezione degli estensori della prima monografia e di Adolfo Venturi, che lo posero a confronto con il polittico bergamasco per la chiesa di Santa Maria delle Grazie (oggi a Brera), sulla scia del giudizio di Roberto Longhi che lo ritenne opera giovanile, elogiandone il naturalismo estremo della figura e il modernissimo utilizzo di una fonte di luce laterale, in un certo senso ‘pre-caravaggesca’, pressoché tutta la critica successiva lo giudicò contemporaneo o di poco successivo ai Tre crocifissi, tra le prime opere dell’artista. Questa datazione eccessivamente precoce ebbe come conseguenza un’estrema difficoltà nel leggere le fonti e lo stile dell’opera e produsse anche una poco credibile scansione cronologica del percorso dell’artista. Solo in anni abbastanza recenti gli studiosi ne hanno riconosciuto, oltre alle fonti belliniane e squarcionesche, una notevole saldezza plastica e uno studio del modellato che richiamano le opere degli anni Ottanta, già aggiornate su Bramante, oltre a una possibile eco leonardesca nel trattamento delle rocce, geologicamente convincenti e poeticamente lumeggiate con finissimi tratti in oro e argento in conchiglia.
Il soggetto ebbe notevole fortuna nella seconda metà del Quattrocento soprattutto in area veneta e in ambienti legati ai movimenti di rinnovamento della vita religiosa, tramite le pratiche ascetiche e una forte spiritualità, dei gerolamini e dell’osservanza; in questo contesto se ne venne rinnovando anche l’iconografia, sulla base di testi agiografici in latino e in volgare, come la Vita et Transitus, che celebravano Girolamo come replica vivente di Cristo, tra tutti i santi il suo più fedele imitatore, proponendolo in questa veste alla meditazione dei fedeli, e in questo ambito andrà probabilmente ipotizzato anche il committente.
