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    San Girolamo in preghiera

    Data: Secondo lustro del IX decennio del XV secolo
    Artista: Vincenzo Foppa
    Nascita artista: Bagnolo Mella, Brescia; Pavia, documentato dal 1458
    Morte artista: Brescia, 1515/1516
    Tecnica/Materiale: tempera e olio su tela
    Dimensioni: 44,1 x 29,3 cm; 46,9 x 31,6 (con cornice)
    Provenienza: Collezione ingegner Consonni; Guglielmo Lochis, 1847; in Accademia Carrara per legato Guglielmo Lochis, 1866, n. 66
    Collocazione: Bergamo, Accademia Carrara (inv. 623)
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Laura Paola Gnaccolini
    Restauro: Barbara Ferriani; con la direzione di Laura Paola Gnaccolini (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano); indagini: Duilio Bertani (riflettografie); Barbara Ferriani s.r.l. (indagini UV); Thierrry Radelet, Barbara Ferriani s.r.l. (indagini in falso colore)
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia

    Opera restaurata da Barbara Ferriani con la direzione di Laura Paola Gnaccolini (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano) e Giovanni Valagussa (Accademia Carrara)

    Scheda breve

    Entrato in Accademia Carrara nel 1866 per legato del conte Guglielmo Lochis, nella cui collezione era giunto già con numerosi danni della pellicola pittorica, il piccolo dipinto devozionale divenne subito, in virtù della firma, un’opera importante nel catalogo di Vincenzo Foppa e come tale considerato da tutta la bibliografia sull’artista. Tuttavia, con l’eccezione degli estensori della prima monografia e di Adolfo Venturi, che lo posero a confronto con il polittico bergamasco per la chiesa di Santa Maria delle Grazie (oggi a Brera), sulla scia del giudizio di Roberto Longhi che lo ritenne opera giovanile, elogiandone il naturalismo estremo della figura e il modernissimo utilizzo di una fonte di luce laterale, in un certo senso ‘pre-caravaggesca’, pressoché tutta la critica successiva lo giudicò contemporaneo o di poco successivo ai Tre crocifissi, tra le prime opere dell’artista. Questa datazione eccessivamente precoce ebbe come conseguenza un’estrema difficoltà nel leggere le fonti e lo stile dell’opera e produsse anche una poco credibile scansione cronologica del percorso dell’artista. Solo in anni abbastanza recenti gli studiosi ne hanno riconosciuto, oltre alle fonti belliniane e squarcionesche, una notevole saldezza plastica e uno studio del modellato che richiamano le opere degli anni Ottanta, già aggiornate su Bramante, oltre a una possibile eco leonardesca nel trattamento delle rocce, geologicamente convincenti e poeticamente lumeggiate con finissimi tratti in oro e argento in conchiglia.

    Il soggetto ebbe notevole fortuna nella seconda metà del Quattrocento soprattutto in area veneta e in ambienti legati ai movimenti di rinnovamento della vita religiosa, tramite le pratiche ascetiche e una forte spiritualità, dei gerolamini e dell’osservanza; in questo contesto se ne venne rinnovando anche l’iconografia, sulla base di testi agiografici in latino e in volgare, come la Vita et Transitus, che celebravano Girolamo come replica vivente di Cristo, tra tutti i santi il suo più fedele imitatore, proponendolo in questa veste alla meditazione dei fedeli, e in questo ambito andrà probabilmente ipotizzato anche il committente.

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima

    Macrofotografia delle lumeggiature eseguite con polvere d'argento

    Prima del restauro, recto

    Prima del restauro, verso

    Indagine in fluorescenza ultravioletta

    Riflettografia

    Indagine in falso colore

    Macrofotografia delle lumeggiature eseguite con biacca

    Macrofotografia delle lumeggiature eseguite con polvere d'oro

    Macrofotografia delle lumeggiature eseguite con polvere d'argento

    Durante
    Durante

    Recto dopo la pulitura

    Dopo
    Dopo

    Particolare recto dopo il restauro

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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