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    Torna a Restituzioni 1996

    San Giovanni Nepomuceno affogato nella Moldava

    Data: 1747-1749
    Artista: Giandomenico Tiepolo
    Nascita artista: Zianigo 1727
    Morte artista: Venezia 1804
    Tecnica/Materiale: Olio su tela
    Dimensioni: 150 x 72,5 cm
    Collocazione: Diocesi di Venezia
    Edizione: Restituzioni 1996
    Autore scheda in catalogo: Fiorella Spadavecchia
    Restauro: Gino Marin
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Venezia

    … Gettato dalle sponde del ponte, piombò da quell’altezza nel fiume […] si sollevò tosto il corpo a fior di acqua, portato a seconda della corrente. In questo medesimo istante calarono dal Cielo moltissimi lumi, e siccome nella nascita apparvero a illustrare la casa del santo, così nella morte non mancarono di fargli il più prodigioso corteggio che mai siasi veduto. (Bartolomeo A. Passi, La istoria della Vita, del Martirio e de’ Miracoli di san Giovanni Nepomuceno, 1729)

    Scheda breve

    Protagonista della tela è san Giovanni Nepomuceno, sacerdote boemo, canonico della cattedrale di Praga e predicatore alla corte di re Venceslao, che lo fece uccidere per annegamento. E’ in particolare il momento del martirio ad essere rievocato nel dipinto, in uno spazio suddiviso in due registri sovrapposti.

    Nella parte alta incombe uno dei due carnefici, librando in aria un grosso masso, che è pronto a scagliare sul santo. Giovanni, per tutto contrasto, in atteggiamento di ascetica offerta, dà le spalle agli aguzzini e guarda verso gli spettatori, coinvolgendoli nel fulcro drammatico della scena.

     

     

    La tela fa parte di un ciclo decorativo realizzato da Giandomenico Tiepolo per l’Oratorio del Crocefisso nella chiesa di San Polo a Venezia. Si trattava in origine di un corpus di ventiquattro tele, commissione assai impegnativa per un pittore allora poco più che ventenne. Giandomenico portò a compimento l’impresa tra il 1747 e il 1749, secondo quanto ci conferma una lettera del quadraturista Pietro Visconti.

    Le tele, conservate per anni all’interno dell’Oratorio del Crocefisso, ambiente umido e malsano, furono quasi certamente trasferite nel 1910 nella chiesa di San Tomà per poi essere portate, dopo breve tempo, nella chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari. A seguito del restauro del 1958-59 sono state ricollocate nella loro sede originaria.

     

     

    Il microclima della chiesa di San Polo, con altissima percentuale di umidità, aveva favorito l’evidenziarsi della craquelure e sviluppato il processo di decoesionamento della materia pittorica. Inoltre l’ossidazione e l’ingiallimento delle vernici impedivano una corretta lettura della realtà cromatica.

    Si è proceduto innanzitutto con un’operazione di rifodero, necessaria per risanare i difetti di adesione del colore al supporto e per sostituire il vecchio telaio con incastri inadeguati. Dopo essere stata fissata, la superficie pittorica è stata stirata a ferro moderato. Asportata la vecchia tela di rifodero, si è nuovamente supportato il dipinto con una doppia tela e colla di pasta. Dopo la stiratura il dipinto è stato ritensionato su un telaio in abete stagionato con incastri a “code di rondine” a tensione variabile. Sono stati rimossi quindi i vecchi restauri e le vernici ossidate e alterate. Le lacune sono state risarcite con stuccature a livello e sono state reintegrate pittoricamente le mancanze a mezzo di punteggio e rigatino.

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro

    Durante
    Durante

    Durante il restauro, particolare

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Dopo il restauro, particolare

    Approfondimenti

    Restituzioni '96

    Opere restaurate, a cura di Fernando Rigon, Cittadella 1996

    Relazione di restauro

    Altre opere dell'edizione

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