• SEGUICI SU
  •  
  •  
  •  
  •  
  • GALLERIE D’ITALIA
  • COPYRIGHT
  • CONTATTI
  • GALLERIE D’ITALIA
  • COPYRIGHT
  • CONTATTI
    • IL PROGETTO
    • LE EDIZIONI
    • LE PUBBLICAZIONI
    • VIDEO
    • Restituzioni
    • Restituzioni monumentali
    • Spin-Off
    Torna a Restituzioni 2018

    Retablo di San Pietro

    Data: 1500 ca
    Artista: Maestro di Castelsardo
    Nascita artista: attivo tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI secolo
    Tecnica/Materiale: tempera e olio su tavola
    Dimensioni: 550 x 350 cm
    Provenienza: Tuili (Cagliari), chiesa di San Pietro
    Collocazione: Tuili (Cagliari), chiesa di San Pietro
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Patricia Olivo, Maria Francesca Porcella
    Restauro: Annalisa Deidda con la direzione di Maria Passeroni (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna); indagini: Thierry Radelet (riflettografia IR, radiografia digitale); Soc. Delta Aps Service s.r.l: Paolo Saturno (analisi di campionamento)
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna

    Opera restaurata da Annalisa Deidda con la direzione di Maria Passeroni (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna)

    Scheda breve

    Il retablo di San Pietro di Tuili è una straordinaria macchina scenica, di forte impatto devozionale e artistico. Il termine ‘retablo’ è spagnolo (deriva dall’espressione latina retro tabula altaris, cioè tavola collocata dietro l’altare) e indica una grande pala d’altare, in genere dipinta, composta da diverse tavole collegate fra loro da cornici e fregi architettonici. Il polittico di Tuili è composto da sei tavole principali raffiguranti: al centro la Madonna in trono con Bambino incoronata da due angeli in volo e attorniata da angeli musicanti, mentre a sinistra e a destra di Maria sono San Pietro e San Paolo; nel registro superiore la Crocifissione con ai lati le tavole dell’Arcangelo Michele e San Giacomo Maggiore. La predella è divisa in quattro scomparti con Storie di san Pietro interrotte al centro dal tabernacolo con al centro Cristo risorto. L’insieme delle tavole è circondato dagli elementi di polvarolo (sorta di cornice aggettante agganciata obliquamente alle tavole dipinte, così chiamata perché la sua funzione era quella di proteggerle dalla polvere) riproducenti da sinistra: San Gregorio, Sant’Ambrogio, San Giovanni evangelista, San Luca, San Francesco d’Assisi, il Padre Eterno fra l’Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunciata, San Bernardino, San Matteo, San Marco, Sant’Agostino, San Gerolamo. Nel retablo di San Pietro, assegnabile al 1500 circa, certamente l’opera più matura dell’ignoto maestro,è evidente la fusione tra la cultura quattrocentesca italiana e il gusto per il particolare e la gamma coloristica prettamente fiamminghi. La tavolozza utilizzata in quest’opera si basa essenzialmente sul contrappunto dei rossi, dei verdi e dell’oro. Sono indiscutibili gli apporti della pittura umbra e toscana nei paesaggi e nella prospettiva del trono e dell’archivolto cassettonato che si avvicinano alla costruzione prospettica dei modelli rinascimentali italiani. Il dipinto rappresenta un vero capolavoro dell’arte in Sardegna di cultura iberica, opera di un artista purtroppo rimasto anonimo, sulla cui identità e provenienza hanno dibattuto e tuttora dibattono i maggiori storici dell’arte locali e internazionali. Il nome convenzionale di Maestro di Castelsardo attribuito all’artista risale all’inizio del secolo scorso e si deve a Enrico Brunelli (1907). L’intera letteratura critica è stata riesaminata di recente da Maria Grazia Scano Naitza (2013) e da Marco Antonio Scanu (2017), che si dedica in particolare all’opera di Tuili, l’unico retablo del maestro giunto completo fino ai giorni nostri.

    Lo studioso propone la nuova ipotesi della provenienza dell’anonimo artista dalla capitale dell’Aragona, Saragozza, mentre la quasi totalità degli studi precedenti aveva individuato piuttosto la Catalogna (con influssi valenzani e maiorchini) come ambito di formazione del maestro.

    Lo spostamento dell’asse tradizionale della ricerca, dalla Catalogna e dal Valenzano all’Aragona, è stato reso possibile grazie a un’accurata indagine documentaria condotta su archivi sardi e aragonesi che hanno evidenziato nomi di illustri personaggi coinvolti nella commissione o nel pagamento delle opere del maestro. Tra questi il notaio Giovanni Carnicer, aragonese che redige l’atto per il pagamento del retablo di Tuili, commissionato da Juan e Violant de Santa Creus, che il 4 giugno 1500 accendono un censo annuo perpetuo di 20 lire, corrispondente al capitale di 200 lire. Il recente restauro, eseguito in occasione di questa mostra, ha recuperato la splendida tonalità dei verdi che costituiscono la nota cromatica dominante dell’opera e che rappresentavano il punto di più evidente debolezza della pellicola pittorica. Infatti la presenza di un importante sollevamento e ingiallimento della cromia, probabile conseguenza di un legante troppo oleoso, aveva completamente occultato la brillantezza dei toni e la loro gradazione. Una corretta e delicata pulitura ha consentito di riportare all’originaria brillantezza di gusto fiammingo i colori e quindi di rileggere esteticamente un autentico capolavoro dell’arte in Sardegna.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Prima

    Prima del restauro, retro di un polvarolo, particolare dei depositi polverosi e polvere di sfarfallamento tarli

    Prima del restauro

    Prima del restauro, Madonna in trono col Bambino

    Prima del restauro, San Pietro

    Prima del restauro, Arcangelo Michele

    Durante
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Durante

    Smontaggio e velinatura in loco

    Durante il restauro, particolare della Madonna tra angeli musicanti, integrazione a rigatino della lacuna

    Durante il restauro, cornice della predella, integrazione a selezione oro nel fregio

    Durante il restauro, saldatura localizzata del colore

    Durante il restauri, disinfestazione del retro

    Durante il restauro, consolidamento della cromia

    Durante il restauro, polvarolo laterale, prova di pulitura

    Durante il restauro, polvarolo laterale, prova di pulitura

    Durante il restauro, pulitura della cornice dorata centrale

    Durante il restauro, retro di un polvarolo, rimozione dei depositi polverosi

    Durante il restauro, polvarolo laterale, stuccatura

    Durante il restauro, particolare della Madonna tra angeli musicanti, stuccatura della lacuna inferiore

    Durante il restauro, cornice della predella, particolare della ricostruzione lignea del fregio

    Durante il restauro, cornice della predella, stuccatura del fregio

    Tavola con San Pietro, immagine in fluorescenza UV

    Tavola con San Michele Arcangelo, immagine in fluorescenza UV

    Osservazione a luce radente, particolare dei sollevamenti cromaticidi un polvarolo

    Dopo
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Dopo

    Dopo il restauro, San Paolo

    Dopo il restauro, San Pietro

    Dopo il restauro, Arcangelo Michele

    Dopo il restauro, San Giacomo Maggiore

    Dopo il restauro, particolare della predella con Storie di san Pietro (Consegna delle chiavi e Caduta di Simon Mago)

    Dopo il restauro, Crocifissione

    Dopo il restauro, Madonna in trono col Bambino

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
    Privacy policy INTESA SANPAOLO