• SEGUICI SU
  •  
  •  
  •  
  •  
  • GALLERIE D’ITALIA
  • COPYRIGHT
  • CONTATTI
  • GALLERIE D’ITALIA
  • COPYRIGHT
  • CONTATTI
    • IL PROGETTO
    • LE EDIZIONI
    • LE PUBBLICAZIONI
    • VIDEO
    • Restituzioni
    • Restituzioni monumentali
    • Spin-Off
    Torna a Restituzioni 1996

    Reperti in bronzo del Lago di Garda

    Data: XVIII-XIII secolo a.C.
    Tecnica/Materiale: Bronzo
    Dimensioni: Varie
    Provenienza: Bor e Porto di Pacengo (Verona), Lago di Garda
    Collocazione: Verona, Nucleo Operativo Soprintendenza Archeologica
    Edizione: Restituzioni 1996
    Autore scheda in catalogo: Luigi Fozzati, Luciano Salzani
    Restauro: Serena Bidorini
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologica del Veneto

    Il bronzo, l’oro e il ferro, come l’argento e il piombo furono scoperti quando l’incendio ebbe consumato con la sua fiamma immense foreste sulle grandi montagne. Qualunque fosse la causa di quelle fiamme […], scorrevano nella cavità del suolo ruscelli d’oro e d’argento. Quando gli uomini vedevano quei metalli solidificati diffondere sulla terra il fulgore dei loro colori vivi, li portavano via, sedotti dalla bellezza brillante e levigata, e notavano che ognuno conservava la forma e l’impronta della cavità da cui proveniva. Allora nacque l’idea che quei metalli fusi dal fuoco erano capaci di colare nelle figure e nelle forme di oggetti possibili e che si poteva, forgiandoli, appuntirli e assottigliarli in punte tanto fini quanto si voleva, in modo da farsene armi, da poter tagliare le foreste, appianare il legno, piallare e levigare le travi, bucare, percuotere, perforare. All’inizio si cercò di impiegare in questi usi tanto l’argento e l’oro che il bronzo, la cui resistenza si prestava meglio agli sforzi violenti, ma senza successo, perché si piegavano, vinti sotto i colpi, e non potevano come il loro rivale [il bronzo] resistere ai duri bisogni.   (Lucrezio)

    Scheda breve

    Oggetto dell’intervento di restauro è stato un insieme di reperti preistorici in bronzo, in cui figurano armi, utensili ed elementi ornamentali. Numerosi sono i pugnali, tra i quali degna di segnalazione è una grande lama finemente decorata da motivi incisi. Vi sono inoltre asce di varie dimensioni, che testimoniano la lavorazione del legno; lesine (grossi aghi ricurvi); saltaleoni (molle costituite da un filo metallico avvolto a spirale); spilloni di varie tipologie; pendagli a forma d’occhiali, traforati, a forma semilunata; fibule ad arco di violino; e ancora anelli, orecchini e grani di collana.

     

     

    I reperti provengono da insediamenti di palafitte posti lungo le rive veronesi del Lago di Garda, tra cui quelli di Bor e Porto di Pacengo in Comune di Lazise, e sono inquadrabili in un arco di tempo che va dall’antica alla recente età del Bronzo (XVIII-XIII secolo a.C.).

    Da questi materiali si stacca nettamente una fibbia datata al I secolo a.C.: si tratta di un reperto isolato, ma importante perché documenta una frequentazione delle sponde del Lago di Garda anche in epoche successive a quella delle palafitte dell’età del Bronzo.

    Per lunghi anni gli insediamenti palafitticoli del Garda hanno subito un saccheggio indiscriminato da parte dei subacquei. Anche gli oggetti in esame provengono da ricerche abusive; parte dei materiali è stata consegnata spontaneamente dai rinvenitori e parte è stata recuperata grazie all’intervento del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico.

     

     

    Gli oggetti, provenienti da una lunga giacitura in ambiente lacustre, presentavano superfici molto corrose, con forte perdita di materiale e una porosità molto accentuata; è stata rilevata la presenza di incrostazioni, di patine dovute ai processi di corrosione, di ossidazioni. Alcuni reperti erano frammentari, altri presentavano delle rotture. La pulitura è stata eseguita prevalentemente a bisturi e con l’ausilio di spazzoline su microtrapani. Per la rifinitura della pulitura e per lo sgrassaggio sono stati utilizzati solventi (alcool e acetone).  È stato inoltre  condotto un trattamento localizzato di inibizione della corrosione attiva. L’incollaggio dei frammenti è stato eseguito con resina epossidica; la protezione, con resina acrilica e con cere naturali cristalline.

     

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni '96

    Opere restaurate, a cura di Fernando Rigon, Cittadella 1996

    Relazione di restauro

    Altre opere dell'edizione

    corredo funerario

    Corredo funerario. Reperti vari nn. 1-18

    arredi e suppellettili

    Alare a protome d’ariete

    scultura

    Statuetta di Demetra

    oreficeria

    Piatto di Castelvint

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
    Privacy policy INTESA SANPAOLO