Il reliquiario ostensorio contiene, entro una fiala di vetro, la reliquia del braccio di sant’Eugenio, secondo la tradizione, il vescovo di Cartagine esiliato dai Vandali ariani, morto sull’isola di Bergeggi davanti a Noli nel 505. Il manufatto si trova ora nella parrocchiale di San Pietro, già cattedrale di Noli dal 1572, ma era destinato in origine all’antica San Paragorio, che fu cattedrale dall’istituzione della diocesi nel 1239. Supporta il reliquiario un piede poligonale a parallelepipedo tronco su cui si innesta un nodo esagono in argento recante, su ogni faccia, una placchetta cuspidata a forma di trifora ad archetti trilobati, con gli scomparti ‘abitati’ da figure di Santi. Raccorda il contenitore della reliquia al nodo un secondo ordine esagono, più ristretto, scandito da bifore adorne da un decoro foliaceo che, dopo la pulitura effettuata durante il restauro nell’ambito di Restituzioni, ha riacquistato piena leggibilità. Un plastico tralcio di foglie di vite, di evidente simbologia cristologica, germoglia dall’estradosso del secondo nodo ad avvolgere la reliquia.
Sul piede compaiono il trigramma di Bernardino da Siena e l’iscrizione dedicatoria in littera gotica onciale con la data (1430) e con il nome del committente, il vescovo di Noli Marco Vegerio. Presule di Noli almeno dal 1415 fino al 1446, Vegerio è noto per essere stato lo zio di papa Sisto IV della Rovere e prozio di Giulio II. Due scudi recano l’uno lo stemma di Noli (croce bianca in campo rosso), l’altro l’arma del vescovo stesso. La vivacità cromatica dello smalto traslucido contraddistingueva la teoria di Santi incisa a bulino sul nodo, ma purtroppo l’usura ha consunto molta parte di questa raffinata finitura, scoprendo il disegno a basse-taille. Pur in assenza di punzoni, è verosimile che il reliquiario sia stato prodotto in Liguria visti gli addentellati con la pittura coeva da Nicolò da Voltri ad Andrea de Aste, al Maestro di Santa Maria delle Vigne, e considerato che le carpenterie lignee a intaglio delle pale d’altare prodotte a Genova a cavallo tra Tre e Quattrocento hanno motivi decorativi e architettonici analoghi.
