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    Reliquiario ostensorio del braccio di sant’Eugenio

    Artista: Argentiere ligure (?)
    Tecnica/Materiale: rame inciso a bulino e a cesello; argento sbalzato inciso a bulino e a cesello, smalti translucidi champlevé e a basse-taille
    Dimensioni: 51 x 53 x 27 cm
    Provenienza: Noli (Savona), antica cattedrale di San Paragorio
    Collocazione: Noli (Savona), concattedrale di San Pietro
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Massimo Bartoletti
    Restauro: Maria Ludovica Nicolai; con la direzione di Francesca De Cupis (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Genova e le Province di Imperia, La Spezia e Savona)
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Genova e le Province di Imperia, La Spezia e Savona

    Opera restaurata da Maria Ludovica Nicolai con la direzione di Francesca De Cupis (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Genova e le Province di Imperia, La Spezia e Savona)

    Scheda breve

    Il reliquiario ostensorio contiene, entro una fiala di vetro, la reliquia del braccio di sant’Eugenio, secondo la tradizione, il vescovo di Cartagine esiliato dai Vandali ariani, morto sull’isola di Bergeggi davanti a Noli nel 505. Il manufatto si trova ora nella parrocchiale di San Pietro, già cattedrale di Noli dal 1572, ma era destinato in origine all’antica San Paragorio, che fu cattedrale dall’istituzione della diocesi nel 1239. Supporta il reliquiario un piede poligonale a parallelepipedo tronco su cui si innesta un nodo esagono in argento recante, su ogni faccia, una placchetta cuspidata a forma di trifora ad archetti trilobati, con gli scomparti ‘abitati’ da figure di Santi. Raccorda il contenitore della reliquia al nodo un secondo ordine esagono, più ristretto, scandito da bifore adorne da un decoro foliaceo che, dopo la pulitura effettuata durante il restauro nell’ambito di Restituzioni, ha riacquistato piena leggibilità. Un plastico tralcio di foglie di vite, di evidente simbologia cristologica, germoglia dall’estradosso del secondo nodo ad avvolgere la reliquia.

    Sul piede compaiono il trigramma di Bernardino da Siena e l’iscrizione dedicatoria in littera gotica onciale con la data (1430) e con il nome del committente, il vescovo di Noli Marco Vegerio. Presule di Noli almeno dal 1415 fino al 1446, Vegerio è noto per essere stato lo zio di papa Sisto IV della Rovere e prozio di Giulio II. Due scudi recano l’uno lo stemma di Noli (croce bianca in campo rosso), l’altro l’arma del vescovo stesso. La vivacità cromatica dello smalto traslucido contraddistingueva la teoria di Santi incisa a bulino sul nodo, ma purtroppo l’usura ha consunto molta parte di questa raffinata finitura, scoprendo il disegno a basse-taille. Pur in assenza di punzoni, è verosimile che il reliquiario sia stato prodotto in Liguria visti gli addentellati con la pittura coeva da Nicolò da Voltri ad Andrea de Aste, al Maestro di Santa Maria delle Vigne, e considerato che le carpenterie lignee a intaglio delle pale d’altare prodotte a Genova a cavallo tra Tre e Quattrocento hanno motivi decorativi e architettonici analoghi.

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima

    Prima del restauro

    Prima del restauro, particolare del piede, in evidenza i depositi delle sostanze abrasive indurite nelle incisioni della lavorazione

    Prima del restauro, il tempietto con trifore, particolare delle superfici smaltate lacunose e delle placchette incise di supporto annerite

    Prima del restauro, particolare del nodo ad esagono con bifore: gli smalti sulle placchette d’argento sono andati completamente perduti

    La parte interna del piede: a) prima del restauro; b) dopo il restauro con i tre piccoli dadi a rosetta delle viti di bloccaggio

    Durante
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    Durante

    Durante il restauro, la pulitura a impacco con carta giapponese degli elementi smontati

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    Durante il restauro

    Durante il restauro, i singoli elementi del reliquiario dopo lo smontaggio

    Durante il restauro, pulitura tramite bagni dei tralci di vite che sorreggono la teca: a) i tralci prima della pulitura; b) durante il bagno; c) la superficie esterna dorata dopo la pulitura; d) la superficie interna d’argento dopo la pulitura

    Dopo
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    Dopo

    Dopo il restauro

    Dopo il restauro, particolare del nodo con Santa Maria Maddalena, la Madonna col Bambino e Santa Caterina d’Alessandria

    Dopo il restauro, particolare del nodo con San Giorgio e il drago, San Lorenzo e Sant’Antonio abate (?)

    Dopo il restauro, particolare del nodo con San Paolo apostolo, San Giovanni Battista e San Michele arcangelo

    Dopo il restauro, particolare del clipeo con San Paragorio a chiusura della teca

    Dopo il restauro, particolare del piede con gli stemmi smaltati

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
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