Sulla diagonale di una scalinata, la piccola Maria, che ha quasi compiuto l’intero percorso ed è ormai in cima, viene seguita con apprensione dai genitori Anna e Gioacchino, appena dietro di lei. Ad attenderla è invece, in alto e dietro una balaustra, il sacerdote Simeone, imponente e grave.
La scena, costruita su un piano verticale, è dominata da una sapiente regia luminosa, che valorizza la ricca architettura del portico nello sfondo. La luce, sprigionandosi da una nube posta in alto, inonda la schiera di angeli festanti in cielo e ogni figura del piano inferiore, conferendo all’immagine una dominante nota calda.
L’opera è stata probabilmente realizzata nel contesto del viaggio di Luca Giordano a Venezia, avvenuto appena dopo il 1665. Si presume tuttavia che la tela possa esser stata dipinta a Napoli e da lì inviata alla Basilica della Salute a Venezia, per la quale era stata commissionata: l’artista è infatti documentato di nuovo a Napoli nel 1667, mentre l’opera è citata da Marco Boschini nel 1674.
Dal punto di vista stilistico la pala è ricca di riferimenti alla pittura veneziana, e in particolare all’opera di analogo soggetto realizzata da Tintoretto per la Madonna dell’Orto. Emergono, tuttavia, alcuni segni di forte differenza: dal raffaellismo dei personaggi in primo piano, memori delle Stanze Vaticane, al cromatismo acceso, tipicamente romano, dei blu intensi e concentrati, i gialli densi e le tonalità rosso squillante. Segni che ancora una volta confermano una forte propensione eclettica, cifra caratterizzante della pittura giordanesca.
Il dipinto è stato sottoposto a una pulitura, realizzata con acqua e alcool, che ha consentito la rimozione di uno spesso deposito di sporco e fumo di candela: i pigmenti sono stati quindi recuperati nella loro brillantezza e vivacità, ma anche nei relativi contrasti e sfumature.
Sono state poi effettuate operazioni di consolidamento del colore, in modo da riaderirlo alla preparazione, nonché una foderatura con due tele di lino e colla di pasta e una stiratura con ferro tiepido. Il vecchio telaio originale è stato sostituito con uno nuovo in legno di abete.
La pulitura è stata infine ultimata con la rimozione di ritocchi e stuccature coprenti, la stuccatura delle lacune con gesso colorato e integrazione delle stesse con colori a vernice.
Redazione Restituzioni
