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    Torna a Restituzioni 1996

    Presentazione della Vergine al Tempio

    Data: 1667-1668
    Artista: Luca Giordano
    Nascita artista: Napoli 1634
    Morte artista: Napoli 1705
    Tecnica/Materiale: Olio su tela
    Dimensioni: 522 x 260 cm
    Provenienza: Ab origine
    Collocazione: Diocesi di Venezia
    Edizione: Restituzioni 1996
    Autore scheda in catalogo: Adriana Augusti
    Restauro: Walter e Valentina Piovan
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Venezia

    Quando la bambina compì i tre anni, Gioacchino disse: “Chiamate le figlie senza macchia degli Ebrei: ognuna prenda una fiaccola accesa e la tenga accesa affinché la bambina non si volti indietro e il suo cuore non sia attratto fuori del tempio del Signore”. Quelle fecero così fino a che furono salite nel tempio del Signore. Il sacerdote l’accolse e, baciatala, la benedisse esclamando: “Il Signore ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni. Nell’ultimo giorno, il Signore manifesterà in te ai figli di Israele la sua redenzione”. La fece poi sedere sul terzo gradino dell’altare, e il Signore Iddio la rivestì di grazia; ed ella danzò con i suoi piedi e tutta la casa di Israele prese a volerle bene.   (Protovangelo di Giacomo, 7, 2-3)

    Scheda breve

    Sulla diagonale di una scalinata, la piccola Maria, che ha quasi compiuto l’intero percorso ed è ormai in cima, viene seguita con apprensione dai genitori Anna e Gioacchino, appena dietro di lei. Ad attenderla è invece, in alto e dietro una balaustra, il sacerdote Simeone, imponente e grave.

    La scena, costruita su un piano verticale, è dominata da una sapiente regia luminosa, che valorizza la ricca architettura del portico nello sfondo. La luce, sprigionandosi da una nube posta in alto, inonda la schiera di angeli festanti in cielo e ogni figura del piano inferiore, conferendo all’immagine una dominante nota calda.

     

     

    L’opera è stata probabilmente realizzata nel contesto del viaggio di Luca Giordano a Venezia, avvenuto appena dopo il 1665. Si presume tuttavia che la tela possa esser stata dipinta a Napoli e da lì inviata alla Basilica della Salute a Venezia, per la quale era stata commissionata: l’artista è infatti documentato di nuovo a Napoli nel 1667, mentre l’opera è citata da Marco Boschini nel 1674.

    Dal punto di vista stilistico la pala è ricca di riferimenti alla pittura veneziana, e in particolare all’opera di analogo soggetto realizzata da Tintoretto per la Madonna dell’Orto. Emergono, tuttavia, alcuni segni di forte differenza: dal raffaellismo dei personaggi in primo piano, memori delle Stanze Vaticane, al cromatismo acceso, tipicamente romano, dei blu intensi e concentrati, i gialli densi e le tonalità rosso squillante. Segni che ancora una volta confermano una forte propensione eclettica, cifra caratterizzante della pittura giordanesca.

     

     

    Il dipinto è stato sottoposto a una pulitura, realizzata con acqua e alcool, che ha consentito la rimozione di uno spesso deposito di sporco e fumo di candela: i pigmenti sono stati quindi recuperati nella loro brillantezza e vivacità, ma anche nei relativi contrasti e sfumature.

    Sono state poi effettuate operazioni di consolidamento del colore, in modo da riaderirlo alla preparazione, nonché una foderatura con due tele di lino e colla di pasta e una stiratura con ferro tiepido. Il vecchio telaio originale è stato sostituito con uno nuovo in legno di abete.

    La pulitura è stata infine ultimata con la rimozione di ritocchi e stuccature coprenti, la stuccatura delle lacune con gesso colorato e integrazione delle stesse con colori a vernice.

     

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro, particolare

    Durante
    Durante

    Durante il restauro, particolare

    Durante il restauro, particolare

    Durante il restauro, particolare. Pentimenti relativi al profilo della Vergine (riflettografia)

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni '96

    Opere restaurate, a cura di Fernando Rigon, Cittadella 1996

    Relazione di restauro

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