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    Pendola da muro

    Artista: Charles Lomet (attivo a Parigi fra il 1743 e il 1787) Ebanista parigino (metà del XVIII secolo)
    Tecnica/Materiale: tecnica Boulle in legno di rovere, ottone dorato, corno tinto e madreperla, bronzo dorato
    Dimensioni: 197 x 67 x 35 cm (misure complessive); alt. 131 cm (orologio); alt. 65 cm (mensola)
    Provenienza: Collezione di Gian Giacomo Poldi Pezzoli
    Collocazione: Milano, Museo Poldi Pezzoli (inv. 379)
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Lavinia Galli, Anne Sophie Stalder
    Restauro: restauro meccanismo: Renato Romagnoli (ARASS-Associazione per il Restauro degli Antichi Strumenti Scientifici, Brera); restauro cassa: Giuseppe De Gennaro (Open Care - Servizi per l’arte, Milano) con la direzione di Raffaella Bentivoglio (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano), Lavinia Galli (Museo Poldi Pezzoli); indagini: Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano

    Opera restaurata da: Renato Romagnoli (ARASS – Associazione per il Restauro degli Antichi Strumenti Scientifici, Brera): restauro meccanismo; Giuseppe Degennaro (Open Care – Servizi per l’arte, Milano): restauro cassa con la direzione di Raffaella Bentivoglio (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano), Lavinia Galli (Museo Poldi Pezzoli)

    Scheda breve

    La pendola da muro, che in Francia viene chiamata cartel, è composta da una consolle su cui poggia un orologio. La cassa sinuosa dell’orologio, che ricorda la forma di una viola, è arricchita nei contorni da una serie di bronzi dorati a forma di larghe volute d’acanto, foglie e fiori. Lo scafo è completamente rivestito da una lamina in ottone dorato in cui sono traforati rami policromi fioriti. La cassa è coronata da un movimentato capitello bronzeo. Sostiene l’orologio una consolle nella medesima tecnica. La sagoma della pendola, dalle linee irregolari e mosse, la decorazione floreale e i ricchi bronzi dorati sono tipici dello stile francese rocaille della metà del Settecento. Rare sono le dimensioni eccezionalmente grandi del manufatto e la tecnica esecutiva Boulle in ottone e corno tinto. La tecnica Boulle è così chiamata dal nome dell’ebanista André-Charles Boulle (Parigi, 1642-1732), attivo in Francia sotto il regno di Luigi XIV e inventore di uno speciale tipo di intarsio per mobili eseguito ritagliando e incidendo in sovrapposizione lastre di origine animale e di origine minerale. Nel nostro caso uno scafo in rovere è rivestito da una lastra in ottone intarsiato a girali vegetali e rami fioriti in corno tinto in rosso, verde, violetto e madreperla. A partire dagli anni Trenta del Settecento le pendole francesi divengono degli arredi sempre più grandi e sontuosi, in accordo con la crescente importanza che assume il mobilio sotto il regno di Luigi XV (1723-1774). Esse erano frutto della collaborazione tra ebanisti, responsabili della cassa, bronzisti e orologiai, che fornivano il meccanismo e il quadrante. La nostra pendola da muro proviene dalla Sala Rococò della casa-museo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879). L’opera è sfuggita all’attenzione degli studiosi fino a quando nel 1981 Giuseppe Brusa, nel catalogo degli orologi, la data correttamente al 1760 circa. Alla sfortuna critica del manufatto non ha giovato lo stato di conservazione, dato che da tempo una forte ossidazione e lo sporco superficiale non permettevano di apprezzare le meravigliose decorazioni che lo impreziosivano. Il meccanismo del nostro oggetto è firmato sul quadrante «Charles Lomet Paris». Divenuto maestro il 19 febbraio 1743, Lomet nel 1748 si stabilì in Quai de la Mégisserie a Parigi e rimase attivo fino al 1787. Durante lo smontaggio del meccanismo per il restauro ci si è accorti che sul retro esso è datato «1766». La macchina ha un movimento a due treni con bariletti dentati, con scappamento ad ancora. Il quadrante circolare ha il fondo smaltato bianco ed è in tredici parti, con ore in cifre romane e minuti in cifre arabe, e belle lancette riccamente traforate. Come in molti altri casi, non esiste sulla cassa uno stampiglio di ebanista, nonostante sin dal 1743 una legge parigina obbligasse questi artigiani a firmare le loro opere. Per questo è difficile attribuire con certezza questo magnifico capo d’opera a uno specifico maestro. Analogie notevolissime si ritrovano però con l’opera di Antoine Foullet (1710-1775), un famoso ebanista specializzato nelle casse di grandi pendole. Una sua pendola decorata a fiorami in corno tinto e ottone, priva di consolle (Musée international d’horlogerie, La Chaux-de-Fonds, inv. IV-20), e altre due passate all’asta nel 1982 contenevano un uccello nella gabbia che sovrasta la cassa, come nel nostro caso. L’importante restauro realizzato nell’ambito di Restituzioni ha ripristinato il funzionamento dell’orologio, che tornerà a suonare alle ore e alle mezz’ore nella casa-museo, e ha restituito splendore alla cassa, mettendo in evidenza l’eccezionale lusso del manufatto confermando ancora una volta la qualità dei pezzi che componevano la collezione Poldi Pezzoli.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro

    Prima del restauro, la pendola nella Sala degli Stucchi (già Sala Rococò o Sala Gialla). Milano, Museo Poldi Pezzoli

    Durante
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    Durante

    Fronte, immagine UV del capitello

    Durante il restauro, orologio, retro del macceanismo con particolare della firma e data

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    Durante il restauro (video a cura di Open Care, Milano)

    Durante il restauro, orologio, fronte del meccanismo

    Durante il restauro, consolidamento dei sollevamenti

    Durante il restauro, pulitura

    Durante il restauro, tassello di madreperla, particolare delle stuccature

    Durante il restauro, appianamento della stuccatura

    Dopo
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    Dopo

    Dopo il restauro, particolare del quadrante

    Dopo il restauro, particolare del capitello con la decorazione floreale

    Dopo il restauro, particolare della mensola con la decorazione floreale

    Dopo il restauro, particolare della mensola con la decorazione floreale

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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