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    Torna a Restituzioni 2006

    Patena lobata in argento dorato con immagine del Santo Volto

    Artista: Orafo inglese
    Tecnica/Materiale: Argento inciso, sbalzato, cesellato e dorato
    Dimensioni: diam. 16,5 cm
    Provenienza: Kilkenny (Irlanda), cattedrale di San Canisio (?)
    Collocazione: Città del Vaticano, Musei Vaticani, Museo Cristiano, inv. 62031
    Edizione: Restituzioni 2006
    Autore scheda in catalogo: Guido Cornini
    Restauro: Barbara Pinto Folicaldi
    Ente di Tutela: Musei Vaticani

    «Tra le cose richieste per la celebrazione della messa, sono degni di particolare rispetto i vasi sacri; tra questi, specialmente il calice e la patena, nei quali vengono offerti, consacrati e consumati il pane e il vino» (Principi e norme per l'uso del Messale romano, cap. VI, art. 289)

    Scheda breve

    La patena è composta da un’alzata (piede o piedestallo) in argento battuto, lisciato e dorato, e da un piatto in argento inciso, sbalzato, cesellato e dorato. Il piatto è decorato prevalentemente a bulino. Sull’orlo si può notare una perlinatura su tre file delimitanti una fascia a tratteggio su cui si trova incisa l’invocazione trinitaria in maiuscola gotica: «+ Benedicta / sit / s[anc]ta / Trinitas // atq[ve] / in / divisa vnitas / confitebimur / ey». Il cavetto figurato è stato lavorato a parte e inserito nella lamina del piatto mediante saldatura (visibile nella parte retrostante). In corrispondenza della depressione che gravita sul cavetto si ha una fascia svasata con sei lobi, disposti a cerchio come i petali di un fiore. All’interno di ciascun lobo, a coppie, si dispongono le immagini degli Apostoli, recanti ciascuno lo strumento del proprio martirio. Dall’alto, in senso orario: Pietro e Paolo, Andrea e Giacomo Maggiore, Giovanni e Tommaso, Matteo e Giuda Taddeo, Filippo e Bartolomeo, Simone Cananeo e Giacomo Minore. Una colonnina, a dare l’idea di una struttura porticata, separa una coppia dalla successiva. Al centro della patena è graffito a bulino il volto del Salvatore, cinto dal nimbo cruciforme, con gli occhi aperti, la barba appuntita, i lunghi capelli divisi in due bande simmetriche: l’iconografia è chiaramente bizantina. Lungo il bordo circolare esterno, un motivo ornamentale a fiori stilizzati è tuttavia peculiare dell’oreficeria inglese del periodo.

     

    Di particolare interesse l’iscrizione, che non si trova mai (eccetto in questo caso) su una patena. Si tratta di una invocazione trinitaria che nella sua formulazione completa recita: benedicta sit sancta trinitas atqve indivisa vnitas confitemibvr ei qvia fecit nobiscvm misericordiam svam. La scritta è ripresa dall’officio domenicale per la festa della Santa Trinità, così come prescritto dal messale liturgico di rito latino in uso nei paesi anglosassoni fino al 1549, quando fu formalmente abrogato da Edoardo VI. Altro elemento peculiare è la rappresentazione dei dodici apostoli all’interno di una galleria porticata: la patena in oggetto anche da questo punto di vista rappresenta un unicum. Proprio attraverso un confronto con le caratteristiche figurative di altre patene conservate in area inglese, è possibile indicare una datazione tra il 1500 e il 1520 (coerente del resto con quella del calice di cui alla scheda n. 38, Restituzioni 2006, con cui questa patena forma il servizio da messa).

     

    La patena si presentava con una doratura eccessivamente invasiva che favoriva l’insorgere di fenomeni di vulcanizzazione legati alla migrazione degli ossidi. La lamina in argento dorato era stata restaurata in antico a causa di fratture particolarmente insidiose. Probabilmente in occasione di questo precedente intervento è stato aggiunto il piede cilindrico per rialzare la patena dal piano della mensa. L’aggiunta di tale elemento potrebbe risalire al momento della musealizzazione dell’oggetto. Dopo lo sgrassaggio con sali di Rochelle, la suppellettile è stata immersa in un bagno con acqua e tensioattivo per eliminare lo sporco superficiale e ammorbidire le macchie più resistenti. È stata quindi effettuata una pulitura meccanica più approfondita con bicarbonato di sodio diluito in acqua, seguito da un lavaggio con solventi chetonici dato con tampone. La superficie è stata poi protetta con vernice nitrocellulosa per consolidarne le fratture e rallentare l’ossidazione.

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Recto prima del restauro

    Verso prima del restauro

    Durante
    Durante

    Particolare durante il restauro

    Particolare durante il restauro

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Particolare dopo il restauro

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2006

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Vicenza 2006

    Altre opere dell'edizione

    oreficeria

    Due catene da orologio (Collana di Ganimede, Collana di Perseo); Due bracciali (Collana di Patroclo, Catenella del sacrificatore)

    corredo funerario

    Gruppo di quattordici anelli e sette gemme incise

    scultura

    Altare funerario ottagonale

    scultura

    Ara funeraria con scena di banchetto

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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