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    Torna a Restituzioni 2000

    Ostensorio di Voghera

    Data: Inizi del XV secolo e 1456
    Artista: Orafi lombardi
    Tecnica/Materiale: Argento e argento dorato, applicazioni in smalto traslucido
    Dimensioni: Alt. 76,5 cm
    Provenienza: Voghera, Collegiata di San Lorenzo
    Collocazione: Milano, Civiche Raccolte d'Arte Applicata ed Incisioni del Castello Sforzesco (inv. Oreficerie 7)
    Edizione: Restituzioni 2000
    Autore scheda in catalogo: Sandrina Bandera
    Restauro: Studio di Restauro Angelucci s.a.s.
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici per le provincie di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio, Varese

    Tutto è in ordine, perché tutto ha un ordine. Ogni cosa tende verso l’alto.

    Scheda breve

    Il manufatto fu eseguito per la collegiata di San Lorenzo di Voghera, diocesi di Tortona, nel 1456, secondo quanto riportato nell’iscrizione a niello posta lungo il bordo del piede. L’impostazione dell’ostensorio pare chiaramente ispirata ai disegni di Giovannino de’ Grassi per il Duomo di Milano, dai quali riprende la struttura e i particolari decorativi dei rosoni a spirali. È evidente inoltre, soprattutto negli ornati e nei trafori, una certa influenza dell’arte d’Oltralpe, particolarmente diffusa in quel tempo in Lombardia.

     

     

    Nell’edicola del nodo sono raffigurati la Madonna col Bambino, i santi Pietro, Paolo, Giacomo e Bartolomeo. Nelle edicole dei contrafforti della teca invece trovano posto angeli musicanti e, sulla sommità, il Cristo redentore. Questa divisione per gruppi omogenei, in cui i santi si collocano nella zona inferiore, gli apostoli in quella mediana e gli angeli in quella superiore, corrisponde a una tradizione medioevale legata al tema della salvezza. Notevoli sono gli smalti, soprattutto nelle zone in cui fanno da fondale a decorazioni in bassorilievo, in forma di stelline, di piccoli soli, di minute gocce e di raggi dorati, come nella parte di collegamento tra il nodo e il tempietto. Si tratta di una tecnica rara, che in lombardia doveva comunque avere una tradizione antica.

     

     

    Il risultato più interessante dell’intervento di restauro è consistito nell’identificazione delle fasi costruttive del manufatto. L’ostensorio è stato realizzato in due tempi: la parte più antica, corrispondente al coperchio mobile (ricettacolo dell’ostia) è databile ai primissimi anni del ’400 ed ha un chiaro impianto architettonico; la parte inferiore è invece databile al momento dell’iscrizione e presenta una più spiccata sensibilità decorativa, aggiornata su modelli più rinascimentali. Appartiene a questa seconda fase anche la sommità costituita dal globo terrestre e dal Redentore. Va segnalato inoltre che i caratteri stilistici degli angeli rimandano in particolare all’opera di Michelino da Besozzo, particolarmente noto a Milano fino alla metà del Quattrocento, e ad altri artisti, come gli Zavattari, attivi tra il quinto e il settimo decennio del ’400.

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro, particolare

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Dopo il restauro, particolare

    Approfondimenti

    Restituzioni 2000

    Capolavori restaurati, a cura di Fernando Rigon, Vicenza 2000

    Altre opere dell'edizione

    glittica

    Gruppo di gemme incise e cammei

    oreficeria

    Collana

    scultura

    Athena di Breno

    scultura

    Ara Grimani

    Età augustea

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