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    Madonna in trono e santi con donatore (Cristo della Passione, Madonna con Bambino, San Martino, registro principale; San Sebastiano, Crocifissione, San Giacomo, registro superiore)

    Data: 149(8)
    Artista: Bottega tortonese dei Boxilio (Bosilio)
    Nascita artista: seconda metà del XV secolo
    Tecnica/Materiale: tempera su tavola
    Dimensioni: 190 x 148 cm
    Provenienza: Carbonara Scrivia (Alessandria), chiesa vecchia di San Martino
    Collocazione: Carbonara Scrivia (Alessandria), chiesa parrocchiale di San Martino
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Valeria Moratti
    Restauro: Studio d’Arte e Restauro Gabbantichità; con la direzione di Valeria Moratti (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo); indagini: Studio d’Arte e Restauro Gabbantichità
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo

    Opera restaurata da Studio d’Arte e Restauro Gabbantichità con la direzione di Valeria Moratti (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo)

    Scheda breve

    Il polittico, conservato nella chiesa parrocchiale di San Martino a Carbonara Scrivia, si compone di tre scomparti verticali dipinti a tutta altezza, collegati tra loro da un sistema di spine lignee, inserite lungo i fianchi delle tavole. È corredato da una cornice monumentale che conferisce all’opera una struttura architettonica, inquadrando le figure sotto un doppio registro di arcate rette e suddivise da esili colonnine. La carpenteria, dorata a pastiglia, risale alla seconda metà dell’Ottocento ma tracce di rosso originale, rinvenute in fase di pulitura negli incavi delle colonnine verticali, lasciano presumere un considerevole intervento di integrazione piuttosto che una nuova realizzazione in stile gotico rinascimentale, rimandando a confronti serrati con gli stessi elementi della cornice del polittico di analogo ambito, datato 1494, proveniente da Pozzolo Formigaro (Alessandria) e conservato alla Walters Art Gallery di Baltimora.

    La catalogazione dei retri delle tavole con le lettere dell’alfabeto “A”, “C” e “D” riferisce dell’esistenza almeno di un quarto scomparto (il “B”), dato confermato dalla non consequenzialità delle scene nel primo e nel secondo pannello a partire da sinistra; in aggiunta avrebbe dovuto esisterne un quinto, se si considera correttamente la Madonna in trono ubicata al centro dell’ancona con i Santi disposti ai lati. Tale dispersione è antecedente agli inizi del Novecento: le carte relative a quegli anni, conservate nell’archivio della Soprintendenza, riferiscono dell’opera già nelle dimensioni attuali, lamentandone il cattivo stato di conservazione. Il restauro,eseguito dal restauratore fiorentino Riccardo Bacci Venuti nel 1938, non risolve definitivamente i problemi della pellicola pittorica originale, assai lacunosa e integrata da estese ridipinture ottocentesche, e negli anni cinquanta deve effettuarsi un nuovo intervento, realizzato con fondi ministeriali presso la Soprintendenza alle Galleria del Piemonte sotto la direzione di Noemi Gabrielli.

    L’opera raffigura al centro la Madonna in trono con il Bambino, a sinistra il Cristo con i simboli della Passione, a destra San Martino e il donatore – dove il santo presenta alla Vergine il committente, un chierico, inginocchiato in preghiera –; nel registro superiore è presente la Crocifissione, tra le figure a mezzo busto di San Sebastiano e di San Giacomo Maggiore. Eseguito alla fine del XV secolo, come attesta l’iscrizione con la data frammentaria «149[…]», che alla luce degli approfondimenti di restauro può verosimilmente leggersi 1498, è opera della bottega tortonese dei Boxilio, pittori attivi tra Piemonte, Liguria e Lombardia dalla seconda metà del XV secolo agli inizi del successivo, influenzati dall’arte di Vincenzo Foppa e quindi orientati stilisticamente in direzione lombardo-ligure. La riflettografia ha evidenziato interessanti dettagli tecnici: l’impostazione dei panneggi tramite linee veloci e leggere, che diventano marcate nei volti a segnare con sicurezza occhi e labbra e si infittiscono per definire le ombre. L’utilizzo riscontrato di lacche, in particolare nella veste viola del committente e in alcune stesure di verde, e di dorature a guazzo su bolo rosso, con motivi in pastiglia o a punzone, nelle bordure delle vesti, nonché di elementi decorativi eseguiti con oro in conchiglia dimostrano il livello qualitativo raggiunto. L’opera evidenzia una prassi operativa consolidata nelle botteghe artistiche rinascimentali, che impegnavano più mani a lavorare a uno stesso progetto: confronti stilistici con le opere già attribuite consentono di riscontrare l’intervento del maestro Manfredino, che muore nel 1496, nell’invenzione generale, nelle figure allungate, nella pennellata materica, nei dettagli naturalistici e raffinati; il figlio Franceschino, forse con l’ausilio determinante di un terzo pittore, completa il lavoro dopo la morte del padre, eseguendo verosimilmente le figure della Vergine e del Bambino, dalle caratteristiche palpebre arrotondate e abbassate, e il san Sebastiano a mezzo busto.

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima

    Prima del restauro, particolare in fluorescenza ultravioletta

    Prima del restauro, particolare in riflettografia 950nm

    Prima del restauro, particolare in fluorescenza ultravioletta

    Prima del restauro, particolare in riflettografia 950nm

    Prima del restauro, condizione di degrado della preparazione e della pellicola pittorica

    Prima del restauro

    Durante
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    Durante

    Durante il restauro, fase di reintegrazione della doratura

    Riflettografia, San Martino e il donatore, particolare con il volto di san Martino

    Riflettografia, San Martino e il donatore, particolare con il volto del committente

    Durante il restauro, test di pulitura

    Durante il restauro, test di pulitura con solventi del triangolo delle solubilità ICR

    Durante il restauro, particolare degli elementi decorativi in oro in conchiglia del manto della Madonna

    Durante il restauro, particolare al terzo livello di pulitura

    Durante il restauro, particolare al terzo livello di pulitura

    Durante il restauro, particolare nella fase di reintegrazione pittorica con il raffronto delle immagini riflettografiche

    Durante il restauro, particolare della cornice durante il riposizionamento dei frammenti di doratura

    Dopo
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Dopo

    Dopo il restauro

    Dopo il restauro, mappatura indagini al video microscopio

    Dopo il restauro, ingrandimento al videomicroscopio200x con misurazioni

    Dopo il restauro, Madonna con il Bambino

    Dopo il restauro, Madonna con il Bambino, particolare con il volto della Vergine

    Dopo il restauro, Madonna con il Bambino, particolare con l’iscrizione

    Dopo il restauro, Madonna con il Bambino, particolare con l’angelo di sinistra

    Dopo il restauro, San Martino e il donatore

    Dopo il restauro, San Martino e il donatore, particolare con il volto di san Martino

    Dopo il restauro, San Martino e il donatore, particolare con la mano destra di san Martino

    Dopo il restauro, San Martino e il donatore, particolare con la mano sinistra di san Martino

    Dopo il restauro, San Martino e il donatore, particolare con il volto del committente

    Dopo il restauro, San Martino e il donatore, particolare con il volto del committente

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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