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    Torna a Restituzioni 2006

    Madonna con Il Bambino

    Data: 1560 ca
    Artista: Tiziano Vecellio
    Nascita artista: Pieve di Cadore, 1488/90
    Morte artista: Venezia, 1576
    Tecnica/Materiale: Olio su tela
    Dimensioni: 124 x 96 cm
    Provenienza: Collezione Albertini
    Collocazione: Venezia, Gallerie dell'Accademia
    Edizione: Restituzioni 2006
    Autore scheda in catalogo: Fiorella Spadavecchia
    Restauro: Pierangela Formaggini Giulio Bono
    Ente di Tutela: Soprintendenza Speciale per il Polo Museale veneziano

    Pensando però alla pioggia sul vello / al roveto che il fuoco non consumava / e alla verga di Aronne che fiorì / il tuo sposo e custode, testimoniando / dichiarò ai sacerdoti: “La Vergine partorisce / e dopo il parto rimane vergine” . (Romano il Melode) Con stile inconfondibile Tiziano offre una singolare interpretazione del tradizionalesoggetto della Madonna con il Bambino, arricchito da dettagli di forte valenza simbolica.

    Scheda breve

    Qualcosa di affascinante, forse l'immagine della materia che si sgretola nell'ombra e nel fondo, avvolge il dipinto della Madonna col Bambino, assegnata oggi a Tiziano.

    La presenza del grande artista cadorino si percepisce in molti elementi, nel fare pittorico, nell'invenzione di nuovi dettagli iconografici e, soprattutto, nell'eccezionale temperatura emozionale che connota il dipinto. Lo sfondo è occupato per tre quarti da una tenda rosso bruno: solo sulla sinistra un'apertura lascia intravedere fra le tenebre il bagliore del roveto ardente, simbolo della perenne verginità di Maria. Fra la Vergine e il Figlio – un fanciullo piuttosto cresciuto, che risalta rispetto allo sfondo per l'alto livello di definizione pittorica – viene a crearsi una relazione di intimo affetto, ma anche di malinconica consapevolezza: lo sguardo che i due si scambiano presagisce quel destino di sacrificio a loro già noto e inevitabile.

     

    Alcuni elementi stilistici hanno fatto dubitare dell'autografia tizianesca, tradizionalmente accettata fin dal primo Seicento, sulla scia di Giovan Battista Crespi (il Cerano), quando l'opera apparteneva ai marchesi Mazenta di Milano. I dubbi sono stati fugati, almeno in parte, dalle indagini riflettografiche e radiografiche effettuate nel 1990, che hanno evidenziato la composizione a rapide pennellate sovrapposte, secondo la tipica tecnica esecutiva di Tiziano.

    Grazie a queste analisi è stato inoltre possibile constatare il riutilizzo della tela: sotto le gambe del Bambino si nota infatti il volto di una santa in  preghiera, variamente identificata con Maddalena penitente, Caterina d'Alessandria e Margherita. In base ad alcune analogie stilistiche con altre opere tizianesche, il dipinto è stato datato intorno al 1560, nel torno di tempo in cui l'artista sviluppa una profonda riflessione sui temi religiosi. 

     

    Il dipinto è stato oggetto di sfortunate ridipinture e inadeguati consolidamenti antichi che hanno modificato in particolare il Bambino, reso goffo nella posa e impacciato nella gestualità. Le ridipinture più recenti (1955), invece, non sono risultate deturpanti. Si è comunque resa necessaria una manutenzione conservativa straordinaria, poiché la tela presentava un generale offuscamento del manto pittorico, un attacco fungino sul verso e un consistente deposito di polveri sulla preziosa cornice dorata di età secentesca. L'opera è stata così sottoposta a pulitura dei diversi depositi superficiali e verniciata; mentre il retro è stato trattato con antifungino. Riportata a una buona condizione di leggibilità, l'opera si offre ora allo sguardo dello spettatore con tutto il suo potenziale magnetico.

     

     

     

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Particolare prima del restauro

    Durante
    Durante

    Retro della tavola dopo il trattamento antifungino

    Dopo
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    Dopo

    Dopo il restauro

    Particolare della cornice dopo il restauro

    Particolare dopo il restauro

    Particolare dopo il restauro

    Particolare dopo il restauro

    Particolare dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2006

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Vicenza 2006

    Altre opere dell'edizione

    oreficeria

    Due catene da orologio (Collana di Ganimede, Collana di Perseo); Due bracciali (Collana di Patroclo, Catenella del sacrificatore)

    corredo funerario

    Gruppo di quattordici anelli e sette gemme incise

    scultura

    Altare funerario ottagonale

    scultura

    Ara funeraria con scena di banchetto

    https://www.gallerieditalia.eu
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