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    Torna a Restituzioni 2018

    Madonna con Bambino (Madonna dei garofani)

    Data: 1495 ca
    Artista: Andrea Solario
    Nascita artista: Milano, post 1470?
    Morte artista: 1524
    Tecnica/Materiale: tempera e olio su tavola
    Dimensioni: 77 x 64 cm; 97 x 83 cm (con cornice)
    Provenienza: Venezia, Carlo Merlo, fino al 1701; Venezia, Scuola di San Pasquale Baylon presso San Francesco alla Vigna
    Collocazione: Milano, Pinacoteca di Brera (Reg. Cron. 315)
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Cristina Quattrini
    Restauro: Delfina Fagnani Sesti; Roberto Buda (supporto); con la direzione di Cristina Quattrini (Pinacoteca di Brera)
    Ente di Tutela: Pinacoteca di Brera

    Opera restaurata da Delfina Fagnani; Roberto Buda (supporto) con la direzione di Cristina Quattrini (Pinacoteca di Brera)

    Scheda breve

    Andrea Solario appartiene a una ramificata famiglia di architetti, scultori e muratori originari di Carona, in Canton Ticino. Figlio di Bertola, è fratello presumibilmente minore di Alberto, Giacomo, Pietro e Cristoforo. Le sue vicende si intrecciano soprattutto a quelle di quest’ultimo, scultore di grande fama che come lui muore a Milano nella peste del 1524. Nella prima parte degli anni novanta del Quattrocento entrambi lavorano a Venezia. Nell’aprile 1494 Bernardino Gadolo, priore del monastero carmelitano di San Michele in Isola a Murano, scrive al cardinale Francesco Todeschini Piccolomini, che gli aveva chiesto notizie su Cristoforo, di avere saputo da Giovanni Bellini che al loro arrivo i due fratelli erano molto legati, ma poi erano stati divisi dalla rivalità e dalla gelosia di certi pittori.

    La Madonna dei garofani entra nella Pinacoteca di Brera il 7 settembre 1808 dall’Intendenza Generale dei Beni della Corona. Viene da Venezia, dalla soppressa Scuola di San Pasquale Baylon presso San Francesco della Vigna; verrà poi identificata con «un quadro in tavola di Giovanni Bellino della Beata Vergine con il Bambino» lasciato alla confraternita da Carlo Merlo, con testamento redatto il 15 maggio 1700 e pubblicato il 25 aprile 1701. All’arrivo a Brera la tavola reca sulla fascia neutra lungo il margine inferiore una firma falsa, «Johannes Bellinus», che sarà a lungo ritenuta autentica.

    I primi a riconoscere nella Madonna dei garofani una delle più antiche prove di Andrea Solario sono Giovanni Battista Cavalcaselle e Joseph Archer Crowe (1871), che la avvicinano a un altro dipinto di Brera, la Madonna con il Bambino e i santi Giuseppe e Simeone proveniente dalla cappella Ballarin in San Pietro Martire a Murano, firmata e datata «Andrea Mediolanensis F. 1495». L’attribuzione ad Andrea è fatta propria da Giovanni Morelli e di seguito Giuseppe Molteni, direttore della Pinacoteca, decide la rimozione dell’iscrizione apocrifa. Il riferimento a Solario nella fase veneziana è poi accolto nella gran parte degli studi. Tra la fine del XIX secolo e i primi del XX Andrea Solario gode di buona fortuna critica. Bernard Berenson (1907), come anche Adolfo Venturi (1915), lo coinvolge in un giudizio molto negativo sui pittori milanesi influenzati da Leonardo, ma fa eccezione per la fase giovanile a Venezia. Il più diretto termine è la Madonna con il Bambino e i santi Giuseppe e Simeone, datata 1495. La Madonna dei garofani è ritenuta precedente da alcuni studiosi – Ettore Modigliani (1935), Franco Mazzini (1957), Fritz Heinemann (1962), Maria Teresa Fiorio (1982), David Allan Brown (1987, 1988), Giulio Bora (1992) – e di poco successiva da altri – Wilhelm Suida (1929), Luisa Cogliati Arano (1966), Mauro Natale (1982), Alessandro Ballarin (2010). Sebbene la posizione del Bambino derivi dagli studi di Leonardo per una Madonna del gatto, divulgati dai suoi allievi, in questa e nelle altre opere riferibili al suo soggiorno in laguna Solario mostra uno stile influenzato da Giovanni Bellini e Alvise Vivarini. Nella Madonna dei garofani, inoltre, si avverte in modo particolare la conoscenza di Jacopo de’ Barbari e di Albrecht Dürer, che è a Venezia fra il 1494 e il 1495, mentre il volto del Bambino ricorda le sculture di Cristoforo. Quest’ultimo lascia Venezia nell’autunno 1495, chiamato da Ludovico il Moro a sostituire il defunto Antonio Mantegazza nel cantiere della Certosa di Pavia. Non è dato sapere se Andrea si sia fermato più a lungo o se sia tornato con il fratello a Milano, dove il 31 dicembre 1500 stipulano un contratto di affitto. Una pittura preziosa, attenta agli effetti di luce, decreta il successo di Andrea Solario una volta tornato in patria, con la parentesi del soggiorno a Gaillon al servizio del cardinale Georges d’Amboise, iniziato nel 1507 e concluso prima dell’agosto 1511 (presumibilmente dopo la morte del prelato il 25 maggio 1510).

    Le fasi del restauro

    Prima
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Prima

    Riprese UV, IR, IRFC

    Prima del restauro

    Rilievi dello strato preparatorio

    Rilievi dello strato preparatorio

    Punti di rilievo

    Incisioni dirette

    Durante
    Durante

    Durante il restauro, verso

    Durante il restauro, pulitura

    Dopo
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Dopo

    Dopo il restauro

    Dopo il restauro, particolare con il Bambino

    Dopo il restauro, particolare con il volto della Madonna

    Dopo il restauro, particolare con la finestra e il paesaggio

    Prima e dopo il restauro, verso

    Margine superiore prima e dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
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