Il dipinto raffigura la Madonna con Bambino in trono e presenta in basso un largo cartiglio iscritto con il nome dell’autore, Giovanni di Francia, la data di esecuzione, il 20 settembre 1429, e il committente, il friulano Antonio di Melcio (Mels, in provincia di Udine).
La tavola venne acquistata nelle Marche e particolarmente nella zona del maceratese, come si evince da una lettera del reverendo Robert Nevin del 1890 nella quale si menzionano una serie di dipinti tra cui questo ricordato con la firma e la data. Nella vendita successiva della collezione Nevin nel 1907, l’opera transitò nelle collezioni Fabbri e Khovinsky e nel 1920 fu acquisita dallo Stato italiano. Fino agli Ottanta del Novecento il dipinto costituì l’opera sicura di riferimento del pittore Giovanni di Francia, noto nei documenti come Giovanni di Pietro Charlier. Altri dipinti assegnati a questo artista francese e al veneziano Zanino di Pietro componevano un intricato nodo attribuzionistico che è stato sciolto con l’identificazione dello stesso pittore noto come Zanino di Pietro fino alle opere e alla documentazione del 1406 e che successivamente, fino alle produzioni estreme tra cui questa di Palazzo Venezia, si firmò Giovanni di Francia. Il dipinto di Palazzo Venezia del 1429 attesta la tipologia tarda della produzione del maestro in cui la preponderante e informativa cultura gentilesca si traduce in formule più corsive e rarefatte, facendo denotare un evidente calo della qualità rispetto alle opere dei primi decenni del Quattrocento.
