La Torre Civica di Bassano del Grappa (Vicenza), in mattoni, molto alta e ampia e per questo detta “Torre Grande”, svetta al centro dell’impianto urbano, in piazza Garibaldi. Si erge per una quarantina di metri. L’ingresso è collocato a otto metri di altezza e vi si accede attraverso una scala scoperta. Dal primo piano, attraverso una scala interna, si arriva alla sommità percorrendo sette piani. Presenta un orologio, ospita una cella campanaria e, il settore sommitale, è decorato da merlatura e finestroni.
La Torre di Bassano, insieme al Ponte Vecchio, è simbolo della città. Di epoca medievale, non si conosce l’anno della sua fondazione e la prima fonte documentaria che la riguarda risale 1349-1350, quando vi viene collocata una rifusa campana comunale di 500 chilogrammi. Secondo una prima ipotesi, la struttura avrebbe avuto, all’origine, una valenza prevalentemente militare. La sua erezione sarebbe avvenuta attorno al 1312, quando furono allungate le mura della seconda cerchia, per proteggere l’abitato che era cresciuto all’esterno dell’antico borgo. All’epoca era Padova ad avere l’egemonia su Bassano, che, entrata in conflitto con Verona, aveva il massimo interesse a disporre un impianto che garantisse il dominio tattico, di osservazione e di tiro. Ma secondo una più probabile interpretazione la torre fu eretta, in quello stesso periodo, per decisione dal Comune e per svolgere una funzione essenzialmente civile. I “turresani” (torrigiani), incaricati dal Comune, concorrevano certamente alla difesa della città segnalando l’avvicinarsi di forze nemiche, chiamando a raccolta in caso di tumulto o minaccia d’assalto; ma non erano capi di un presidio e svolgevano molti altri compiti: scrutavano il manifestarsi di focolai d’incendio e davano l’allarme, si occupavano della manutenzione della torre, diventavano becchini durante le frequenti epidemie di peste, scandivano con le campane il tempo che regolava ogni aspetto e attività della vita comunitaria. Il loro compito era di vedere dall’alto e annunciare: la torre era quindi un alto fabbricato per la vedetta e la comunicazione, legato alle funzioni comunali. Nel 1423 la torre fu interessata da un’importante sopraelevazione e, sempre nel XV secolo, fu aperta una porta profilata in pietra e decorata con lo stemma di Bassano, collegata a terra da una scala fissa in legno, i cui gradini nel 1727 vennero sostituiti in parte con altri in pietra. Nel 1625 la porta fu sopraforata per dare luce all’abitazione del custode e della sua famiglia. Non si conosce l’anno in cui l’emblema di Venezia (a titolo di onore e non di proprietà) fu affrescato sopra la canna. Nel Settecento la torre fu dotata di orologio e, nel 1823, Giuseppe Gaidon rialzò e decora il settore apicale.
All’esterno, la struttura muraria presentava a nord lesioni dovute a variazioni igrometriche, a est il decadimento era causato dalla presenza di organismi vegetali, a ovest gli agenti esterni e l’umidità avevano contribuito allo sfarinamento delle stuccature e al distacco dei mattoni. All’interno, le superfici murarie erano interessate da fenomeni di alterazione chimici e biologici (efflorescenza e microflora). Precario lo stato di conservazione delle scale e dei solai; i tavolati dei solai subivano imbarcamenti fino al limite della rottura, mentre per la scala fu prevista fin da subito la demolizione. Il progetto di restauro si è sviluppato in due fasi. Tra il 1986 e il 1987 si sono svolti interventi di “cosmesi” e di consolidamento del paramento esterno, con la sostituzione dei mattoni mancanti e lesionati, la rifugatura dei giunti tra i mattoni, l’eliminazione della vegetazione spontanea, il rifacimento del pavimento all’ultimo piano, la pulizia sommaria dagli escrementi dei piccioni e la chiusura dei fori per impedire l’entrata dei volatili. Tra il 2001 e il 2002 si è svolta la seconda fase del progetto, che è consistita, oltre che nel completamento degli interventi esterni, nel restauro e ristrutturazione dell’involucro interno. È stata effettuata la pulitura dei paramenti interni ed esterni; sono state sostituite le scale interna ed esterna; all’interno è stata realizzata un’illuminazione semplice dei vari piani, affiancata da un impianto specifico per le stanze adibite a esposizione di documenti storici.
Redazione Restituzioni
