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    Torna a Restituzioni 2018

    La Madonna “Belverde”

    Data: 1405 ca
    Artista: Taddeo di Bartolo
    Nascita artista: Siena 1362 ca
    Morte artista: 1422
    Tecnica/Materiale: tempera su fondo oro su tavola
    Dimensioni: 150,7 × 65,7 cm
    Provenienza: Siena, Basilica di Santa Maria dei Servi (ex San Clemente)
    Collocazione: Siena, Basilica di Santa Maria dei Servi
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Gail E. Solberg
    Restauro: Nadia Presenti, Mario Verdelli; Marcello Tornani, Mario Verdelli (lavori di falegnameria); con la direzione di Alessandro Bagnoli (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo); indagini: Stefano Ridolfi, Nadia Presenti, Mario Verdelli
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo

    Opera restaurata da Nadia Presenti, Mario Verdelli; Marcello Tornani, Mario Verdelli (lavori di falegnameria) con la direzione di Alessandro Bagnoli (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo)

    Scheda breve

    Il restauro realizzato nell’ambito di Restituzioni ha portato alla luce la straordinaria ricchezza della Madonna ‘Belverde’ per la chiesa di Santa Maria dei Servi a Siena. La Vergine indossa abiti di disegno particolare e un mantello dorato di un raro color verde che dà origine alla sua denominazione. Le immagini radiografiche hanno evidenziato sopra la testa della Madonna le tracce di un archetto gotico per indicare che la tavola, attualmente a forma di icona, poteva fare parte di un polittico simile a quello di Jacopo di Mino del Pellicciaio (Il matrimonio mistico di santa Caterina, 1363, Siena, Pinacoteca, n. 145).

    Dal primo Seicento la Madonna ‘Belverde’ è stata attribuita a Jacopo, maestro di Taddeo di Bartolo. Fonti antiche ricordano che il dipinto fu commissionato a Jacopo dalla famiglia Petroni per testamento nel 1363, ma essi eressero una cappella soltanto dopo il 1390 e la tavola ‘Belverde’ sembra datare attorno al 1405. La dibattuta attribuzione a Jacopo di Mino è risolta dallo stile del dipinto e dalla scoperta di una parziale iscrizione «eus», in fondo alla composizione, logicamente parte di «Tadeus». Nella committenza Petroni, un trasferimento dal pittore più anziano Jacopo al più giovane Taddeo è possibile dato il loro rapporto maestro-allievo. I Petroni si rivolsero a Taddeo per reciproci legami e perché era il pittore più in vista della città, dopo il rientro da un decennio itinerante. Nel primo Cinquecento il dipinto divenne oggetto di culto quando la Madonna salvò i cittadini dalla pestilenza, dopo di che, secondo una fonte servita, fu l’immagine più venerata di Siena. Presumibilmente in questo periodo la tavola fu tagliata come un’antica icona rettangolare. I ritocchi della pittura per il nuovo ruolo spiegano i diversi interventi sulla superficie pittorica, che mantiene tuttavia superlative qualità. Gli interventi sembrano concentrarsi in due periodi: nel primo Cinquecento al momento della peste e a fine Ottocento per un ‘rinfrescamento’.

    L’opera è stata oggetto di numerose indagini fisiche non invasive. Il supporto ligneo era danneggiato da quattro grandi fenditure, mentre gli strati pittorici presentavano distacchi e sollevamenti, vecchi stucchi e ridipinture. Dopo l’adesione dei distacchi con la tecnica del sottovuoto localizzato, sono state risarcite le fenditure ed è stato progettato un nuovo telaio in legno lamellare, poi ancorato al tavolato attraverso molle coniche e perni filettati per contenere i naturali movimenti del legno. Sono seguite le fasi di pulitura, stuccatura delle lacune e dell’integrazione pittorica con colori reversibili e la tecnica della selezione cromatica.

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro

    Particolare del volto della Madonna, prima e dopo il restauro

    Durante
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Durante

    Durante il restauro, particolare della rimozione dei vecchi stucchi

    Durante il restauro, immagine in luce UV

    Durante il restauro, verso del supporto: il vecchio telaio (a sinistra) e il nuovo telaio con molle coniche (a destra)

    Particolare del Bambino, prima del restauro, durante la pulitura e dopo il restauro

    Durante il restauro, immagine in luce radente

    Dopo
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Dopo

    Dopo il restauro, particolare con l’iscrizione in basso

    Dopo il restauro, particolare con il volto e il velo della Madonna

    Dopo il restauro, particolare con l’angelo di sinistra

    Dopo il restauro, particolare con le vesti della Madonna

    Dopo il restauro, particolare con l’angelo di destra

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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