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    Torna a Restituzioni 2018

    Il codice di disegni F245 inf. dall’Ambrosiana

    Data: XVI secolo
    Tecnica/Materiale: raccolta di 76 disegni realizzati in tecniche varie su carta
    Dimensioni: 47 x 34 cm (codice); dimensioni varie, da 287 x 432 mm a 93 x 42 mm (disegni)
    Provenienza: Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana (acquisizione Federico Borromeo)
    Collocazione: Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana (inv. F245 inf.)
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Giulio Bora
    Restauro: Lucia Tarantola, Restauro opere d’arte su carta, Milano/Verona (restauro dei disegni e delle pagine del volume); Volumina di Sonia Introzzi, Milano (interventi sulla legatura, restauro della coperta e realizzazione di una scatola per la conservazione); con la direzione di Laura Paola Gnaccolini (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano), Michele Losacco (Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia), Giulio Bora (Veneranda Biblioteca Ambrosiana), monsignor Alberto Rocca (direttore Pinacoteca Ambrosiana)
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano

    Opera restaurata da Lucia Tarantola, Restauro opere d’arte su carta, Milano-Verona (restauro dei disegni e delle pagine del volume); Volumina di Sonia Introzzi, Milano (interventi sulla legatura, restauro della coperta e realizzazione di una scatola per la conservazione) con la direzione di Laura Paola Gnaccolini (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano), Michele Losacco (Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia), Giulio Bora (Veneranda Biblioteca Ambrosiana), monsignor Alberto Rocca (direttore Pinacoteca Ambrosiana)

    Scheda breve

    Il Codice, uno dei più antichi entrato in Ambrosiana grazie a Federico Borromeo, viene registrato per la prima volta negli inventari del 1661 e 1681 con un sommario elenco che annoverava la presenza, in origine, di una serie di disegni di mano dei più importanti artisti del Cinquecento. Nei secoli il Codice dovette subire molti rimaneggiamenti, ma soprattutto fin dal Seicento, si procedette via via all’asportazione di disegni più rappresentativi per essere collocati altrove, più spesso per essere esposti in Galleria. Queste asportazioni si sono susseguite fino in tempi non lontani per ragioni espositive e allo stato attuale il Codice conserva incollati 76 disegni. Di qui la necessità del restauro attuato nell’ambito di Restituzioni che non solo ha operato relativamente a una sistemazione codicologica e conservativa del Codice, ma ha anche permesso di mettere in luce significativi disegni redatti sul verso dei fogli e di permetterne ora la loro fruibilità. Si tratta, in particolare, di importanti nuclei ascrivibili ad alcuni degli artisti più significativi che operarono a Milano nella seconda metà del Cinquecento, uno dei quali rappresentato quasi esclusivamente all’interno di questo Codice. Si tratta in questo caso di Annibale Fontana, medaglista, intagliatore di cristallo e soprattutto scultore del quale il Codice annovera una ventina di disegni. Tra questi spicca l’invenzione per una fiasca di cristallo (n. 74) che ha rivelato, sul verso, una scritta in cui vengono esaltate le qualità dell’artista, in particolare quale «scultore eccellentissimo». Non pochi disegni del Codice sono relativi a questa sua attività che si svolge esclusivamente nell’ambito di Santa Maria presso San Celso a Milano, e il restauro, tra gli altri, ha consentito la riunificazione di un foglio con due disegni per la statua di San Giovanni evangelista (nn. 37, 71), oltre a un progetto per un rilievo per la facciata con l’Adorazione dei pastori (n. 30).

    Particolarmente significative sono le novità emerse a proposito di due disegni di Pellegrino Tibaldi. Il primo (n. 14), finora attribuito ad Ambrogio Figino, si è rivelato un progetto, non realizzato, per la serie di affreschi per la Sala Regia in Vaticano, con una prima versione conservata all’Albertina di Vienna, sulla base di riscontri, per via di omogeneità, con la serie di disegni di Francesco Salviati realizzati per la stessa destinazione e commissionati da Pio IV, zio di Carlo Borromeo. Una lettera di quest’ultimo del 1564 conferma come Tibaldi fino a poco prima fosse operativo in quella Sala. Come ha confermato il restauro, i numerosi frammenti con disegni di figure applicati sul foglio hanno consentito di rivelare l’accuratezza da parte di Tibaldi usata per puntuale definizione di ogni singola figura. L’altro disegno (n. 78) mostra invece un primo progetto per il tabernacolo che Pio IV aveva donato nel 1561 per destinarlo al Duomo di Milano. Il restauro ha consentito di scoprire uno schizzo redatto sul verso con il suggerimento di quella che sarebbe diventata la sistemazione definitiva degli angeli che sorreggono il tabernacolo, registrando un modello di Tibaldi per la sistemazione all’interno di un ciborio conservato nella Raccolta Bianconi della Biblioteca Trivulziana. Anche riguardo ad Ambrogio Figino il Codice conserva molti disegni, quasi tutti riconducibili al primo periodo. Le novità emerse sul verso di alcuni studi risultano singolari per invenzione, come quello di una Testa quasi grottesca (n. 59); o di due studi di Volto femminile (n. 62). Un altro caso, che ha sul recto uno studio per il dipinto della Madonna della serpe (n. 40), ha rivelato sul verso una composizione, sicuramente di altra mano e più antica, con una singolare Scena classica celebrativa. Di un altro artista attivo anche a Milano in quegli anni, Carlo Urbino da Crema, il Codice conserva un foglio importante di argomento allegorico che, con lo stacco, ha rivelato sul verso un rapido schizzo e uno studio di Figura femminile, confermando la sua grande capacità di esprimersi nelle più diverse formule disegnative.

    Di alcuni disegni non è stato possibile formulare precise indicazioni riguardo alla paternità. È il caso di uno studio per un San Giovanni Battista (n. 33) forse di area padano-veneta che ha lasciato emergere, sul verso, un sintetico schizzo della figura; o la serie di studi per un Gesù Bambino dormiente (n. 10), interessante per la puntuale resa naturalistica che sembra richiamare i Carracci se non fosse per alcuni riflessi anche veneti, meglio visibili nello schizzo sul verso scoperto ora.

    Purtroppo il disegno della scuola di Baccio Bandinelli con la Flagellazione di Cristo (n. 45), copia dell’originale conservato a Oxford, Ashmolean Museum, dato l’intenso impiego dell’inchiostro metallo- gallico, per cautela, giustamente, non lo si è voluto staccare dalla pagina per consentire la lettura del lungo scritto sul verso: si è potuto solo intuire che si tratta di una lettera destinata a un personaggio di un certo rilievo. Un caso analogo, ma qui per opportunità di intervento, lo si è avuto con un disegno di anonimo che riproduce la Prudenza affrescata sulla lunetta nella Stanza della Segnatura in Vaticano con le tre Virtù Cardinali. Una lettura a luce trasmessa ha rivelato sul verso un minuto e singolare studio di profilo della Testa di leone con le fauci spalancate e la criniera al vento.

    Il Codice si chiude con una serie di sei disegni prospettici relativi alla misurazione a diverse distanze di diversi edifici realizzati ad acquerello a varie tinte di mano di Giovan Battista Clarici, il verosimile compilatore di questa raccolta di disegni nel volume. Originario di Urbino, si era trasferito a Milano nel 1570 dove avrebbe ricoperto il ruolo di ingegnere e cartografo. Lo stacco di due di quei disegni ha messo in luce altrettanti studi geometrici di prospettiva relativi a una di quelle composizioni. Tutta questa serie di disegni offre in particolare una preziosa testimonianza della produzione grafica a Milano del secondo Cinquecento, con fogli che Clarici aveva forse potuto ottenere anche direttamente dagli stessi artisti che di certo aveva frequentato o incrociato in città.

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima

    Prima del restauro: disegni applicati al recto e al verso delle pagine

    Prima del restauro, punta della coperta e tagli delle pagine

    Prima del restauro, elenchi dei disegni già presenti all’interno del codice e levati in più occasioni (fogli applicati alla controguardia e guardia anteriore)

    Prima del restauro, pagina 39 tagliata in corrispondenza del disegno n. 72; nota sulla pagina; disegno n. 71 da ricomporre con disegno n. 37

    Prima del restauro, Annibale Fontana, Scena di vendemmia (Studio per la realizzazione di una brocca di cristallo) (disegno n. 74 p. 40 recto)

    Prima del restauro, Annibale Fontana, Adorazione dei pastori (disegno n. 30 p. 23 recto)

    Prima del restauro, Annibale Fontana, Studio per la statua di San Giovanni evangelista e copia della statua (disegni nn. 37 e 38 p. 28 recto)

    Prima del restauro, Annibale Fontana, Studio per la statua di San Giovanni evangelista (disegno n. 71 p. 39 recto)

    Prima del restauro, frammento della pagina 4; particolare con lo sporco all’angolo di presa di pagina e disegno

    Prima del restauro, Pellegrino Tibaldi, Progetto per il Tabernacolo donato da Pio IV (disegno n. 78 p. 43 recto)

    Prima del restauro, Ambrogio Figini, Studio di braccio (disegno n. 59 p. 37 recto)

    Prima del restauro, Ambrogio Figini, Studio di gamba (disegno n. 62 p. 38 recto)

    Prima del restauro, disegno n. 28 a pagina 21 a luce radente, particolare delle ondulazioni

    Prima del restauro, Ambrogio Figini, Busto della Vergine (disegno n. 40 p. 29 recto)

    Prima del restauro, Carlo Urbino, Composizione allegorica (disegno n. 75 p. 41 recto)

    Prima del restauro, Anonimo, San Giovanni Battista, lettura a luce radente (disegno n. 33 p. 25 recto)

    Prima del restauro, disegni nn. 37-38 a pagina 28: disegno n. 37 da ricomporre con disegno n. 71

    Prima del restauro, anonimo, Gesù Bambino dormiente (disegno n. 10 p. 5 recto)

    Prima del restauro, copia da Bacio Bandinelli, Flagellazione di Cristo, lettura a luce radente (disegno n. 45 p. 30 verso)

    Prima del restauro, Copia da Raffaello (la Prudenza), lettura a luce radente (disegno n. 34 p. 26 recto)

    Prima del restauro, Giovan Battista Clarici, Due disegni prospettici per la rilevazione delle misure e distanze (disegni nn. 82 e 83 p. 48 recto)

    Durante
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    Durante

    Durante il restauro, disegno n. 59, verso dopo lo stacco: adesivi da rimuovere

    Durante il restauro, disegno n. 59 scoperto al verso, dopo la rimozione degli adesivi; in evidenza lacune da ‘pesciolino d’argento’

    Durante il restauro, disegno n. 14, distacco dei pentimenti con gel rigido di agar

    Durante il restauro, disegno n. 14 con pentimenti staccati; note a matita

    Durante il restauro, disegni nn. 71 e 37 accostati dopo lo stacco dalle rispettive pagine

    Durante il restauro, giunzione dei disegni nn. 71, 37 e 73

    Durante il restauro, verso dell’insieme dei disegni nn. 71, 37, 73, con ‘falso margine’ applicato ai bordi

    Durante il restauro, preparazione del grande inserto a pagina 45

    Durante il restauro, fissaggio del grande inserto a pagina 45

    Durante il restauro, disegno n. 28 a pagina 21, luce radente, dopo la spianatura

    Durante il restauro, brachette di montaggio per il disegno n. 29; tracce di pennellate della tintura della carta

    Durante il restauro, disegno n. 29 montato con brachette sulla pagina 22; tracce di pennellate della tintura della carta

    Durante il restauro, disegno n. 59 montato con brachetta (recto)

    Durante il restauro, disegno n. 59 montato con brachetta (verso)

    Tavola luminosa: preparazione falsi margini su tavola luminosa per il disegno n. 78

    Tavola luminosa: applicazione falsi margini per il disegno n. 78

    Durante il restauro, disegno n. 30 con falsi margini in appoggio sulla pagina 23, prima della cucitura

    Durante il restauro, Annibale Fontana, Due studi per la statua di San Giovanni evangelista (disegni nn. 71 e 37 recto)

    Durante il restauro, Annibale Fontana, Studio architettonico (disegni nn. 37 e 71 verso)

    Durante il restauro, Pellegrino Tibaldi, Presentazione di un castello a un papa, particolare del pentimento di destra e versione sottostante (disegno n. 14 p. 8 recto)

    Durante il restauro, Ambrogio Figini, Studio di braccio (disegno n. 59 p. 37 recto)

    Durante il restauro, Ambrogio Figini, Figura maschile barbuta (disegno n. 59 p. 37 verso)

    Durante il restauro, Giovan Battista Clarici, Disegno prospettico per la rilevazione delle misure e distanza di un muro (disegno n. 82 p. 48 recto)

    Durante il restauro, pagina 4: pulitura angolo di presa con matita di gomma dura

    Durante il restauro, Giovan Battista Clarici, Schema geometrico per la misura angolare della distanza (disegno n. 82 p. 48 verso)

    Durante il restauro, Giovan Battista Clarici, Disegno prospettico per la misura, a distanza, dell’altezza e larghezza di un campanile (disegno n. 83 p. 48 recto)

    Durante il restauro, Giovan Battista Clarici, Schema geometrico per la misura angolare della distanza (disegno n. 83 p. 48 recto)

    Durante il restauro, gel di agar fluido applicato al verso della pagina 23

    Durante il restauro, distacco della pagina 23 dal verso del disegno n. 30 dopo applicazione gel fluido di agar

    Dopo
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    Dopo

    Dopo il restauro, copia da Raffaello (La Prudenza) (disegno n. 34, p. 26 recto)

    Dopo il restauro, elenco sommario di alcuni degli artisti conservati in origine nel codice (foglio applicato alla controguardia anteriore)

    Dopo il restauro, Annibale Fontana, Scena di vendemmia (Studio per la realizzazione di una brocca di cristallo) (disegno n. 74 p. 40 recto)

    Dopo il restauro, scritta «di man propia di Ms anibal fontana scultore ecelentissimo e intaliator di cristallo» (disegno n. 74 p. 40 verso)

    Dopo il restauro, Annibale Fontana, Adorazione dei pastori (disegno n. 30 p. 23 recto)

    Dopo il restauro, Annibale Fontana, particolare dell’Adorazione dei pastori (disegno n. 30 p. 23 verso)

    Dopo il restauro, Pellegrino Tibaldi, Progetto per il Tabernacolo donato da Pio IV (disegno n. 78 p. 43 recto)

    Dopo il restauro, Pellegrino Tibaldi, Schizzo di pianta e dell’alzato per il Tabernacolo donato da Pio IV (disegno n. 78 p. 43 verso)

    Dopo il restauro, Ambrogio Figini, Studio di gamba (disegno n. 62 p. 38 recto)

    Dopo il restauro, Ambrogio Figini, Due studi di volto femminile (disegno n. 62 p. 38 verso)

    Dopo il restauro, Ambrogio Figini, Busto della Vergine (disegno n. 40 p. 29 recto)

    Dopo il restauro, Anonimo, Scena classica (Incoronazione) (disegno n. 40 p. 29 verso)

    Dopo il restauro, Carlo Urbino, Composizione allegorica (disegno n. 75 p. 41 recto)

    Dopo il restauro, Carlo Urbino, Schizzi per scena di decapitazione (disegno n. 75 p. 41 recto)

    Dopo il restauro, Anonimo, San Giovanni Battista (disegno n. 33 p. 25 recto)

    Dopo il restauro, Anonimo, Studio di gambe per San Giovanni Battista (disegno n. 33 p. 25 verso)

    Dopo il restauro, anonimo, Gesù Bambino dormiente (disegno n. 10 p. 5 recto)

    Dopo il restauro, anonimo, Gesù Bambino dormiente (disegno n. 10 p. 5 verso)

    Dopo il restauro, copia da Bacio Bandinelli, Flagellazione di Cristo (disegno n. 45 p. 30 verso)

    Dopo il restauro, Copia da Raffaello (la Prudenza) (disegno n. 34 p. 26 recto)

    Dopo il restauro, Anonimo, Testa di leone, particolare, lettura a luce trasmessa (disegno n. 34 p. 26 verso)

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

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