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    Torna a Restituzioni 2004

    I notari vicentini davanti al Doge ricevono la conferma dei loro privilegi

    Data: post 1588
    Artista: Bottega dei Maganza
    Tecnica/Materiale: Olio su tela
    Dimensioni: 280,5 x 261 cm
    Provenienza: Vicenza, Palazzo del Podestà
    Collocazione: Vicenza, Civici Musei (in deposito da Accademia di Brera, Milano)
    Edizione: Restituzioni 2004
    Autore scheda in catalogo: Mariolina Olivari
    Restauro: Barbara Ferriani
    Ente di Tutela: Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio, Varese

    La memorialistica spesso ci consegna la storia attraverso il suggestivo filtro della retorica di Stato, cui partecipano con forza le immagini: “far vedere” è uno strumento di comunicazione ancor più potente della stessa parola scritta. Qui la storia è quella di Vicenza ed è affidata alla bottega dei Maganza che, con una ideazione ben collaudata, ci raccontano un momento simbolico della città: la conferma imperiale dei privilegi del ceto notarile.

    Scheda breve

    La soluzione compositiva del dipinto corrisponde a una formula molto nota, fondata sullo schema  della scalinata che taglia in diagonale lo spazio. In cima incontriamo la figura del doge, che porta il caratteristico berretto dogale. Una lettera scivola fra le mani dei personaggi sottostanti: i notai vicentini che nel foglio trovano la conferma imperiale dei propri privilegi. Un personaggio spicca fra tutti: l’uomo in armatura sul lato destro, in piedi sul primo scalino e ripreso di profilo, che va identificato con un condottiero, forse rappresentante dell’autorità imperiale. Sullo sfondo l’architettura si staglia contro il cielo azzurro, unica fonte di luce che attenua la tonalità bruna dominante.

     

    Il contenuto del dipinto, di natura dichiaratamente politica, è in sintonia con il contesto originario dell’opera: il Palazzo del Podestà di Vicenza, luogo simbolico del potere civile.

    L’opera faceva parte di un ciclo decorativo realizzato dalla bottega dei Maganza fra 1588 e 1629. Come ci conferma anche la visuale del sotto in su, la tela era destinata a un soffitto: si collocava infatti insieme ad altre otto tele nel soffitto del Tribunale dei Presidenti dei notai. Citata da Boschini nel Seicento come opera di Fasolo, già Ridolfi nel 1648 la assegnava correttamente a Maganza. Bisogna tuttavia precisare che si tratta di un lavoro della bottega, come del resto testimonia la diseguaglianza di esecuzione. Da una parte risaltano, infatti, le buone soluzioni di alcune teste, riconducibili al capo bottega Alessandro; dall’altra, la fiacca definizione dell’episodio in secondo piano, caratterizzata da pose convenzionali e da una stesura pittorica poco elaborata, evidenzia l’intervento della bottega.

     

    La tela originale, costituita da tre porzioni cucite insieme, si presentava solcata da numerose lacerazioni di media e piccola entità. Momento fondamentale del restauro è stata dunque la fase dalla nuova foderatura, posta ad appianare, per quanto possibile, alcune gravi deformazioni che interessavano la tela. Altro passaggio significativo è stata la sostituzione del vecchio telaio con uno nuovo di alluminio a tensionamento costante, in grado di assecondare e controllare tali deformazioni.

    L’intervento ha inoltre compreso la pulitura della superficie pittorica, intaccata da lacune di colore e da vecchi interventi di restauro, e la rimozione dello spesso strato di depositi atmosferici e vernici ossidate. Nei punti più lacunosi sono state effettuate stuccature e reintegrazioni pittoriche, lasciando in vista le parti non più ricostruibili, per le quali si è rivelato più opportuno un semplice abbassamento di tono.

     

     

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro

    Durante
    Durante

    Durante il restauro

    Particolare durante il restauro

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni 2004

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Vicenza 2004

    Altre opere dell'edizione

    glittica

    Gruppo di quattordici gemme e un vetro dorato

    scultura

    Stele funeraria di Lisandra

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    Statua di Gigante anguipede

    scultura

    Statua di Gigante anguipede alato

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