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    Frammenti di affreschi dalla ex chiesa di San Marco a Vercelli

    Data: 1470-1480 ca
    Artista: Gian Giacomo da Lodi
    Nascita artista: Lodi, noto dal 1451 al 1477
    Tecnica/Materiale: affreschi staccati e riportati su tela
    Dimensioni: 109×64,5 cm (Sant’Ambrogio battezza sant’Agostino con santa Monica); 144,9×96,8 cm (Santa Monica chiede a sant’Agostino di tornare in Africa, Sant’Agostino chiede alcuni monaci a san Simpliciano); 62,5×85,8 cm (Sant’Agostino costruisce un monastero)
    Provenienza: Vercelli, ex chiesa di San Marco
    Collocazione: Vercelli, Museo Borgogna (invv. 29, 28, 35), in deposito dall’Istituto di Belle Arti
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Massimiliano Caldera
    Restauro: Nicola Restauri, Aramengo (Asti); con la direzione di Sofia Villano (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, Novara), Cinzia Lacchia (Museo Borgogna, Vercelli)
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli

    Opera restaurata da Nicola Restauri, Aramengo (Asti) con la direzione di Sofia Villano (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, Novara), Cinzia Lacchia (Museo Borgogna, Vercelli) * I tre frammenti restaurati nell’ambito di Restituzioni sono esposti in mostra con un altro affresco appartenente allo stesso ciclo, Santa Monica cura i monaci agostiniani come se fossero i suoi figli (inv. 27) restaurato dal laboratorio Nicola Restauri per il Museo Borgogna, con il contributo della Compagnia di San Paolo di Torino, sotto la direzione di Sofia Villano

    Scheda breve

    I quattro affreschi esposti in mostra fanno parte del nucleo di venticinque frammenti strappati, per incarico del locale Istituto di Belle Arti, da Giuseppe Steffanoni tra il 1884 e il 1885 all’interno della soppressa chiesa di San Marco a Vercelli: in quegli anni, l’edificio, eretto a partire dalla fine del XIII secolo e concluso intorno al 1450, stava infatti per essere trasformato in mercato civico.

    Il lacerto con Sant’Agostino costruisce un monastero o Monaci muratori, il più noto della serie, dopo essere stato riferito a un pittore locale, è spostato all’ambito lombardo. Un più circostanziato riferimento a Gian Giacomo ha permesso di ribadire l’identità di mano tra lo stacco in questione e gli altri episodi, aggiungendo una frammentaria Santa monaca (Chiara?) già nell’ex convento della Visitazione e oggi al Borgogna. Nel corso delle campagne di restauro in San Marco (2011-2012) si è potuto recuperare, sulla volta della terza cappella destra, buona parte del ciclo dedicato alle Storie di sant’Agostino che inizia con le scene dell’infanzia e della giovinezza proseguendo sulla parete; anche i sottarchi erano decorati con figure di Santi e beati agostiniani; sopravvive in situ l’impronta di quattro, strappate anch’esse dagli Steffanoni e poi passate al museo insieme con gli altri frammenti. Il riferimento a Gian Giacomo da Lodi che si fonda sul confronto con la sua opera più nota e sicura – le Storie di san Bernardino nella chiesa dei francescani della città natale (1477) – non poteva così trovare una più ampia e persuasiva dimostrazione: coincidono i tipi facciali, il modo di costruire le scene all’interno di colorate scatole architettoniche e, infine, l’attenzione nei confronti dei dettagli narrativi. L’oscillazione tra le seduzioni tardogotiche e le novità rinascimentali consiglia per gli affreschi una datazione precoce, probabilmente entro la prima metà degli anni settanta, quando l’artista è in stretto contatto con i più importanti pittori attivi per la corte sforzesca: l’indicazione cronologica è pienamente confermata dall’allineamento sul modello foppesco della cappella Portinari e, per quanto riguarda le scenografie architettoniche negli sfondi, sul cantiere filaretiano dell’Ospedale Maggiore.

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima

    Santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente, particolare con il volto di sant'Agostino prima del restauro

    Santa Monica ascolta in raccoglimento la predica di sant'Agostino in convento, particolare del volto di santa Monica a luce radente

    Prima del restauro, Santa Monica ascolta in raccoglimento la predica di sant'Agostino in convento, particolare a luce radente

    Santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente, in evidenza l'andamento delle pieghe dei panneggi, tracciato ad intonaco fresco

    I santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente, particolare a luce radente, in evidenza la prospettiva del soffitto a cassettoni, tracciata con il chiodo sull’intonaco ancora fresco utilizzando un righello; alcuni tratti sono ripresi successivamente a mano

    Particolare a luce radente con Monaci muratori, in evidenza le incisioni dirette utilizzate per disegnare i mattoni realizzate a mano libera

    Santa Monica ascolta in raccoglimento la predica di sant'Agostino in convento, particolare a luce radente, in evidenza gli sfondamenti e le lacerazioni delle tele di rivolto

    Durante
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    Durante

    Durante il restauro, particolare con Santa Monica e figure femminili inginocchiate in preghiera (Scena di Battesimo), dopo la pulitura, in evidenza rotture del colore

    Durante il restauro, particolare con i Santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente dopo la reintegrazione pittorica delle mancanze più piccole

    Durante il restauro, particolare dei Santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente, confronto prima della reintegrazione pittorica, eseguita a rigatino nella lacuna di maggiori dimensioni

    Santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente, particolare con il volto di sant'Agostino dopo la pulitura e l’asporto dei vecchi restauri

    Durante il restauro, Santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente, particolare del volto di uno dei monaci dopo la pulitura, in evidenza il raffinato disegno che sottolinea e ombreggia le sopracciglia, i capelli e i lineamenti del volto, realizzato in bruno con un pennello sottilissimo

    Durante il restauro, particolare dei Santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente, dopo la reintegrazione pittorica, eseguita a rigatino nella lacuna di maggiori dimensioni

    Durante il restauro, particolare con i Santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente, pulitura

    Durante il restauro, particolare con i Santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente, dopo l’intervento conservativo e la pulitura

    Dopo
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    Dopo

    Santi Agostino e Monica con monaci presso il letto di un morente, particolare con il volto di sant'Agostino prima del restauro, dopo la pulitura e l’asporto dei vecchi restauri e dopo la reintegrazione

    Dopo il restauro, Santa Monica chiede a sant’Agostino di tornare in Africa e Sant’Agostino chiede alcuni monaci a san Simpliciano

    Dopo il restauro, Sant’Agostino costruisce un monastero (Monaci muratori)

    Dopo il restauro, Sant’Ambrogio battezza sant’Agostino alla presenza di santa Monica

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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