La coppia di valve di identiche dimensioni raffigura la Madonna a mezza figura reggente il Bambino che riceve il pettirosso donato da san Giuseppe; nel registro inferiore sono tre santi a figura intera (Lorenzo, Filippo e Giovanni Battista) con iscrizioni titolatorie in caratteri gotici. L’altra valva raffigura la Crocifissione con la Vergine dolente e i santi Giovanni evangelista e Maddalena ai piedi della croce; nel registro inferiore, a sinistra le stimmate di san Francesco e accanto a figura intera san Ludovico di Tolosa. I caratteri tipologici e iconografici della coppia di dipinti fanno ritenere l’opera come un piccolo altarolo di sicura destinazione privata legato all’ambiente francescano per la compresenza del santo eponimo e di san Ludovico da Tolosa.
Le tavolette furono acquistate alla fine dell’Ottocento dall’avvocato Giulio Sterbini, uomo di fiducia di papa Leone XIII, che conservava una preziosa collezione di dipinti medievali soprattutto di area bizantina nel suo palazzo a via Banco di Santo Spirito. La collezione passò in parte alla famiglia Lupi, per via ereditaria, e poi, acquistata dal banchiere Giovanni Armenise, venne donata allo Stato italiano nel 1940. La coppia di dipinti ha sempre oscillato tra un maestro o una bottega di appartenenza orientale con influssi gotici e all’inverso un prodotto di un maestro italiano influenzato dalla maniera greca. L’unico possibile riferimento cronologico è stabilito dalla presenza di san Ludovico di Tolosa che canonizzato nel 1317 costituisce un sicuro riferimento post quem per il dittico.
