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    Crocifisso

    Data: fine del XV secolo
    Artista: Giovanni di Biasuccio
    Nascita artista: Fontavignone, L’Aquila
    Morte artista: attivo a L’Aquila nella seconda metà del Quattrocento
    Tecnica/Materiale: scultura lignea policroma
    Dimensioni: 173 x 170 cm (croce), 280 x 180 cm (Cristo)
    Provenienza: L’Aquila, chiesa di Santa Margherita
    Collocazione: L’Aquila, chiesa di Santa Margherita
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Biancamaria Colasacco
    Restauro: Michele Paoletti (Centro di Restauro Ligneo di Michele Paoletti), Cinzia Berti, Daniela Frati; con la direzione di Biancamaria Colasacco (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell’Aquila e i Comuni del Cratere); indagini: Marcello Spampinato
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell'Aquila e i Comuni del Cratere

    Opera restaurata da Michele Paoletti (Centro di Restauro Ligneo di Michele Paoletti), Cinzia Berti, Daniela Frati con la direzione di Biancamaria Colasacco (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell’Aquila e i Comuni del Cratere)

    Scheda breve

    La chiesa di Santa Margherita, costruita negli ultimi anni del XIII secolo dagli abitanti di Forcella di Preturo, è nota anche come chiesa del Gesù, perché alla fine del Cinquecento fu ceduta ai gesuiti che, dopo una lunga e laboriosa fase progettuale, la riedificarono a partire dal 1636 sullo schema del Gesù di Roma. Ubicata in un’intima esedra nel cuore della città, si presenta con una facciata rimasta incompiuta, molto caratteristica, mentre all’interno ospita importanti testimonianze pittoriche del cortonesco Lorenzo Berrettini, di Gerolamo Cenatiempo, seguace di Luca Giordano, e del veneto Vincenzo Damini. L’ampiezza del ciclo decorativo, che, nello spirito della poetica berniniana sulla sincrona collaborazione delle arti figurative, coinvolge le pitture murali, i dipinti su tela, gli stucchi e i marmi con un effetto di grande godibilità ottica, propone ai fedeli una vasta serie di soggetti, derivati dal Vecchio e dal Nuovo Testamento e dalla ormai più che millenaria tradizione iconografica cristiana, spesso basata anche su testi non canonici come i Vangeli apocrifi. La seconda cappella a destra, sede di un significativo lacerto di affresco di Madonna con il Bambino, opera eletta di Saturnino Gatti, custodisce in un prezioso mausoleo i resti di sant’Equizio, comprotettore della città dell’Aquila, qui trasferiti nel 1785 dalla chiesa di San Lorenzo di Pizzoli, gravemente danneggiata dal terremoto del 1703. La navata sinistra si apre con il monumentale crocifisso ligneo in oggetto: citato nella guida della chiesa curata da padre Trani nel 1966, che lo vorrebbe secentesco, e nella guida d’Abruzzo del Touring Club Italiano, che lo dice addirittura settecentesco, è stato posto nella giusta rilevanza da Ferdinando Bologna (1996), che lo data agli ultimi decenni del XV secolo e ne rimarca «la fisionomia così energicamente verrocchiesca, da renderlo paragonabile al Crocifisso dipinto dal Verrocchio stesso al centro della straordinaria Crocifissione di Argiano, purtroppo rubata e non ancora ritrovata». Lo studioso evidenzia indubbie assonanze compositive tra la tormentata orografia del perizoma del Cristo e «la grande accademia di pieghe con cui ricade il manto della Madonna del Verrocchio al Bargello». L’opera, attribuita a Giovanni di Biasuccio, importante scultore aquilano del secondo Quattrocento, che nel 1471 locò per cinque anni una bottega con il grande Silvestro dell’Aquila, si colloca appunto nell’ambito di quella fortunata e fervida temperie che animava la città sullo scorcio del XV secolo con una volontà di aggiornamento sulle novità introdotte da quell’ineguagliabile crogiuolo di cultura che era stata la bottega del Verrocchio, di cui fu interprete appassionato in Abruzzo Saturnino Gatti. Di qui l’intenzione di proporre in mostra uno stimolante confronto, nello stesso arco temporale, tra la veemenza espressiva di questo crocifisso e la compatta, ieratica monumentalità di quello di San Silvestro.

    Restaurato nel 1995, è stato gravemente danneggiato dal sisma, per cui si è resa di nuovo necessaria una lunga e attenta opera di restauro. L’intervento, realizzato nell’ambito di Restituzioni, ha dato risultati notevoli, permettendo il recupero totale dell’incarnato originario e riportando in luce il vigoroso intaglio nei suoi accenti più schietti.

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima

    Prima del restauro, fronte

    Prima del restauro, Cristo, fronte

    Prima del restauro, Cristo, fianco destro

    Prima del restauro, Cristo, fianco sinistr

    Prima del restauro, Cristo, retro

    Durante
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Durante

    Durante il restauro, schemi grafici del fronte (a) e del retro (b)

    Durante il restauro, particolare della zona ascellare

    Durante il restauro, pulitura

    Durante il restauro, particolare delle vene

    Durante il restauro, stratigrafia

    Durante il restauro, pulitura

    Durante il restauro, particolare del cavo orale

    Durante il restauro, particolare della decorazione a rilievo delle stesure di gesso

    Durante il restauro, particolare della zona scapolare

    Dopo
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    Dopo

    Dopo il restauro, visione frontale

    Dopo il restauro, particolare del costato del Cristo

    Dopo il restauro, particolare del volto del Cristo

    Dopo il restauro, Cristo, fronte

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Diario di viaggio

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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