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    Torna a Assisi. Chiesa di San Masseo. 2011

    Cripta e paramento murario dell’abside della chiesa del complesso monastico di San Masseo in Assisi

    Data: XI secolo
    Collocazione: Assisi, Monastero di San Masseo
    Edizione: Assisi. Chiesa di San Masseo. 2011
    Restauro: Studio Marcucci e Associati, Assisi
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Umbria

    «Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia» (Testamento di san Francesco)

    Scheda breve

    L’antico sito monastico benedettino dedicato all’evangelista Matteo – detto “San Masseo” dal dialetto locale dando il nome a tutta la zona circostante (“località San Masseo”) – è situato nella campagna alle pendici del colle di Assisi, sotto la più nota chiesa di San Damiano, dove san Francesco iniziò il proprio cammino evangelico.

    Il complesso, attorniato da sette ettari di terreno, è costituito da cinque fabbricati, tra i quali spicca per maggior pregio architettonico e storico-artistico la chiesa ad unica navata che, dell’originario impianto romanico, conserva la cripta, porzioni della navata e del presbiterio con il soprastante catino absidale, significative testimonianze di architettura altomedievale.

    Il priorato benedettino di San Masseo “de Plathea”, ricordato in un documento del 1080 con il nome originario di Sant’Angelo di Cola, fu fondato negli ultimi decenni dell’XI secolo. La data di costruzione dell’edificio della chiesa, la cui struttura rimanda a seppur più articolati esempi architettonici romanici coevi, è indicata dalla storiografia locale tra il 1059 e il 1081; gli altri quattro edifici hanno avuto storie costruttive diverse, con aggiunte, ricostruzioni e rimaneggiamenti avvenuti in secoli successivi.

     

    Ricordando che proprio i benedettini garantirono il loro appoggio ai nuovi innamorati della povertà, il recupero ha contribuito alla riscoperta e alla valorizzazione delle testimonianze della presenza benedettina in Umbria che, innestandosi sulle precedenti realtà monastiche anacoretiche ed eremitiche di matrice orientale databili ancora al IV secolo, ha preceduto e si è intrecciata con quella francescana (sin da quando la Porziuncola, riparata da Francesco, fu offerta al santo dai monaci di San Benedetto al Subasio). Collocando il proprio maggior sviluppo in piena età feudale, la storia degli insediamenti benedettini in Umbria si intreccia con quella dei vescovi e dei signori feudali tra il IX e il XIII secolo. Assieme ai complessi di San Benedetto al Subasio e di San Pietro ad Assisi, e a chiese come San Paolo in Assisi, San Giacomo “de murorupto”, San Bartolo (conosciuta anche come San Bartolomeo di Correggiano), Santa Croce e Santa Maria “de portiuncola”, il monastero di San Masseo contribuisce a disegnare infatti la mappa della presenza monastica benedettina in area assisiate, la cui storia è legata al monastero di San Benedetto al Subasio e ai rapporti con il vescovo Guido II.

     

    Nell’ambito del programma Restituzioni,  è stato realizzato il restauro della cripta e della muratura ancora esistente dell’abside originaria della chiesa che, come in passato, costituisce oggi il centro del complesso monastico. Salvando dal degrado una significativa testimonianza di architettura altomedievale, il restauro architettonico ha riguardato i paramenti murari originari (o più antichi), la volta e gli elementi lapidei (colonne, capitelli, basi), con interventi conservativi volti alla pulitura, al risanamento e al loro consolidamento.

     

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

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    Prima del restauro

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