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    Torna a Restituzioni 1996

    Corredo funerario. Reperti vari nn. 1-18

    Data: VI secolo a.C.
    Tecnica/Materiale: Ceramica, bronzo, ferro
    Dimensioni: Varie
    Provenienza: Padova, via S. Eufemia, scavo 1995, tomba 23
    Collocazione: Padova, Depositi della Soprintendenza Archeologica per il Veneto
    Edizione: Restituzioni 1996
    Autore scheda in catalogo: Angela Ruta Serafini
    Restauro: Chiara Baracco della P.E.T.R.A. s.c.r.l. (Padova)
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologica del Veneto

    Cercando spazio per le nostre auto future, diamo al passato una nuova occasione di farsi presente.

    Scheda breve

    Quando in una città di antica fondazione si avviano i lavori per un intervento di ristrutturazione edilizia con interventi sul territorio, è quasi sicuro che ad un certo punto qualcuno chiederà l’intervento tempestivo della Soprintendenza Archeologica. Così in effetti è successo anche nel 1995, quando il traffico impazzito delle nostre strade e l’esigenza di parcheggi per i residenti ha portato alla costruzione di un’autorimessa interrata in una via non proprio centrale di Padova. Del resto che in questa zona ci fosse una grande necropoli, databile dalla fine del IX sec. a.C. all’epoca romana, si sapeva già dai primi del ’900. Il luogo dunque, tra via Tiepolo e via S. Massimo, era già monitorato e gli studi sulla morfologia della necropoli erano già iniziati da anni. Gli scavi più recenti hanno permesso di cogliere l’organicità di questa necropoli, con il passaggio dai tumuli medio-piccoli, con gruppi limitati di sepolture, alla realizzazione di tumuli di proporzioni monumentali, con una disposizione gerarchica delle sepolture.

     

    I reperti in esame appartengono alla tomba 23: una sepoltura in dolio, cioè all’interno di un grande vaso interrato. Accanto al vaso sono stati ritrovati alcuni reperti di argilla assieme ad ossa animali, resti delle offerte di cibo relative alla cerimonia rituale legata alla sepoltura. All’interno del dolio il corredo era organizzato su due livelli. Attorno all’ossuario dotato di coperchio si disponevano in circolo una ciotola, un bicchiere, un vaso situliforme con il coperchio e il coperchietto di una scodella sottostante. Al livello inferiore invece si sono ritrovati un’altra scodella con il coperchio frammentato, due bicchieri con i rispettivi coperchi, due ciotole e una fusaiola. All’interno dell’ossuario, con le ossa combuste sono stati recuperati anche due anelli, un aes rude (una specie di lingotto con valore premonetale, qui allusivo forse alla dote nuziale), una fibula del tipo a navicella a staffa lunga con pendaglio a cestello, tutti di bronzo; e un secondo pendaglio costituito da un nettaorecchie di ferro. L’analisi sui resti combusti conferma l’orientamento dato dai reperti: si tratta della sepoltura di un individuo femminile. Tutto il materiale ritrovato in questa tomba si rivela di ottimo livello qualitativo, opera di un ceramista particolarmente raffinato.

     

    Il restauro è stato realizzato in modo diversificato, per tipologia di materiale.
    Manufatti di ceramica: pulitura meccanica delle superfici con bisturi e tamponature di acetone; asportazione con spatole di legno e metallo dei sedimenti terrosi a matrice limo-sabbiosa rinvenuti all’interno di alcuni vasi; pulitura con spugne naturali inumidite con acqua delle superfici interne ed esterne degli oggetti più resistenti; essicazione lenta a temperatura ambiente; rifinitura con spazzoline morbide di cotone; consolidamento, ove necessario, con resina acrilica Paraloid B72, diluito con tricloroetano al 3%; incollaggio dei frammenti con acetato di polivinile K60, diluito in alcool o, per il dolio n. 1, con resina epossidica araldite AY103 con indurente HY956, applicata a siringa. Manufatti di bronzo: pulitura meccanica con bisturi e tampone di acetone per l’eliminazione dei sedimenti delle superfici; utilizzo di Thomas e spazzole metalliche per asportare i prodotti di corrosione; trattamento con inibitore di corrosione B.T.A. diluito in alcool; protezione con resina acrilica Paraloid B44 diluito in acetone al 3%; ricomposizione dei frammenti con cianoacrilato (Attak). Manufatti di ferro: pulitura meccanica con bisturi e tamponature di acetone; microsabbiatura con ossido di alluminio; lucidatura con spazzole metalliche; applicazione di tannino diluito in alcool come inibitore di corrosione; protezione finale con Paraloid B44 diluito in tricloroetano.

    Le fasi del restauro

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Approfondimenti

    Restituzioni '96

    Opere restaurate, a cura di Fernando Rigon, Cittadella 1996

    Relazione di restauro

    Altre opere dell'edizione

    corredo funerario

    Reperti in bronzo del Lago di Garda

    arredi e suppellettili

    Alare a protome d’ariete

    scultura

    Statuetta di Demetra

    oreficeria

    Piatto di Castelvint

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