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    Corredo funerario da Altamura

    Data: seconda metà del IV a.C.
    Tecnica/Materiale: ceramica a figure rosse: lavorazione al tornio, tecnica a figure rosse; ceramica ingubbiata e argentata: lavorazione al tornio, ingubbiatura di caolino e latte di calce; coroplastica: lavorazione a matrice
    Dimensioni: varie (alt. max 27 cm; diam. max 24 cm)
    Provenienza: Altamura (Bari), scavo presso l’area di rifornimento Agip in via Bari, aprile 1974
    Collocazione: Altamura, Museo Nazionale Archeologico
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Carla Bagnulo
    Restauro: Anna Dezio; con la direzione di Fabrizio Vona (Polo Museale della Puglia), Elena Silvana Saponaro (direttrice Museo Nazionale Archeologico di Altamura); indagini: Maria Cristina Caggiani (Dipartimento di Chimica, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”)
    Ente di Tutela: Polo Museale della Puglia

    Gruppo di reperti restaurato da Anna Dezio con la direzione di Fabrizio Vona (Polo Museale della Puglia), Elena Silvana Saponaro (direttrice Museo Nazionale Archeologico di Altamura)

    Scheda breve

    La ricca documentazione archeologica di età classico-ellenistica proveniente dai complessi necropolici del territorio di Altamura rimanda a un’immagine di aristocrazia colta e raffinata, amante dei prodotti artigianali importati dalla Grecia e dalle colonie magnogreche del golfo di Taranto; è questo un momento di particolare floridezza per il centro indigeno della Peucezia, dove acquista sempre più potere un’élite fortemente ellenizzata e dotata di notevoli potenzialità economiche, convertite in beni di prestigio esibiti in occasione dei rituali funerari.

    Nel corso del IV secolo a.C. la città di Altamura vede crescere esponenzialmente le proprie attività commerciali, diventando presto centro di produzione e vendita della lana, necessaria agli artigiani della costa, in particolare ai Tarantini, per la realizzazione di ricchi tessuti colorati da immettere sul mercato apulo; a ciò si aggiunga la buona qualità del grano prodotto nelle valli murgiane e offerto al mercato costiero. Tutto concorre dunque a ridefinire il ruolo di Altamura quale città economicamente forte e in posizione strategicamente favorevole.

    Le ceramiche ritrovate nelle tombe scavate all’interno della cinta muraria rappresentano una testimonianza eccezionale di questa accresciuta ricchezza sociale ed economica, che caratterizza il centro altamurano al volgere del IV secolo a.C.; in particolare il corredo funerario proveniente dalla tomba monumentale rinvenuta nel 1974 in via Bari, presso l’area di rifornimento Agip, ha rivelato aspetti di grande interesse per la conoscenza del territorio peuceta al confine con la media valle del Bradano, nel periodo che copre il terzo venticinquennio del IV secolo a.C.

    Costruita in blocchi a struttura isodoma e collocata al di sotto di una grande casa ellenistica, la tomba presentava, al momento del rinvenimento, evidenti segni di manomissioni antiche avvenute forse durante la costruzione della soprastante abitazione, con lo scopo di depredarne oreficerie e altri oggetti di valore.

    Costituito da circa centocinquanta oggetti, di inusuale ricchezza e qualità, il corredo si compone di alcuni capolavori della ceramografia apula a figure rosse, attribuiti ai due principali gruppi della produzione tarda della seconda metà del IV secolo a.C., corrispondenti all’officina del Pittore di Dario e degli Inferi, insieme a quella dei Pittori della Patera, di Ganimede e di Baltimora.

    I reperti scelti per l’intervento di restauro nell’ambito del progetto Restituzioni arricchiscono il servizio da simposio così rinvenuto e lo completano con alcune delle più note forme del repertorio vascolare a figure rosse tra cui kylikes, skyphoi, coperchi e kantharoi databili alla seconda metà del IV secolo a.C. A essi si affiancano figurine fittili raffiguranti volti femminili, e argentata, peculiari della Puglia settentrionale dal IV secolo a.C. in poi.

    L’operazione di restauro, pianificata con il coordinamento di Fabrizio Vona, ex direttore del Polo Museale della Puglia e con Elena Silvana Saponaro, direttrice del Museo Nazionale Archeologico di Altamura, ha visto maturare l’obiettivo di arricchire e completare i precedenti interventi già avviati sui reperti più noti del corredo, nonché garantire la migliore conservazione e la più omogenea lettura delle opere.

     

    Le fasi del restauro

    Prima
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    Prima

    Prima del restauro, punti di microprelievo

    Il contesto di scavo, Altamura (Bari), via Bari, aprile 1974

    Particolare della tomba a semicamera, Altamura (Bari), via Bari, aprile 1974

    Prima del restauro, kylix in ceramica a figure rosse (inv. 10165)

    Prima del restauro, kantharos in ceramica argentata (inv. 10129)

    Prima del restauro, oinochoe trilobata in ceramica a figure rosse (inv. 10070)

    Prima del restauro, Immagine MO in luce riflessa del campione 1 in sezione

    Prima del restauro, teca fittile in ceramica scialbata (inv.10134)

    Prima del restauro, coperchio in ceramica a figure rosse (inv. 10111)

    Prima del restauro, Nike alata in ceramica scialbata (inv. 10128)

    Prima del restauro, Sfinge fittile in ceramica scialbata (inv. 10276)

    Prima del restauro, figurina fittile stante in ceramica scialbata (manca n. inv.)

    Grafico spettri Raman con sottrazione della linea di base rappresentativi dello strato nero (in alto) e di quello bianco-grigio (in basso)

    Prima del restauro, kylix in ceramica a figure rosse (inv. 10067)

    Prima del restauro, kantharos in ceramica a figure rosse (inv. 10074)

    Prima del restauro, testa fittile in ceramica scialbata (inv. 10277)

    Prima del restauro, skyphos in ceramica a figure rosse (inv. 10154)

    Prima del restauro, lekane in ceramica a figure rosse (inv. 10160)

    Prima del restauro, brocca ariballica in ceramica a figure rosse (inv. 10062)

    Prima del restauro, phiale mesomphalos in ceramica argentata (inv. 10117)

    Prima del restauro, coperchio in ceramica a figure rosse (inv. 10112)

    Prima del restauro, kylix in ceramica a figure rosse (inv. 10065)

    Durante
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    Durante

    Durante il restauro, Brocca ariballica, incollaggio

    Durante il restauro, Coperchio a figure rosse, consolidamento

    Durante il restauro, Figurina fittile,prima delle integrazioni delle lacune

    Durante il restauro, Figurina fittile, dopo le integrazioni delle lacune

    Durante il restauro, Coperchio a figure rosse, adeguamento delle integrazioni sottolivello

    Durante il restauro, Testina fittile,pulitura

    Durante il restauro, Phiale mesonphalos argentata, integrazione delle lacune

    Durante il restauro, Phiale mesonphalos argentata, integrazione pittorica

    Durante il restauro, Kantharos a figure rosse, integrazione pittorica

    Dopo
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    Dopo

    Dopo il restauro

    Dopo il restauro, kylix in ceramica a figure rosse (inv. 10165)

    Dopo il restauro, kantharos in ceramica argentata (inv. 10129)

    Dopo il restauro, oinochoe trilobata in ceramica a figure rosse (inv. 10070)

    Dopo il restauro, teca fittile in ceramica scialbata (inv. 10134)

    Dopo il restauro, coperchio in ceramica a figure rosse (inv. 10111)

    Dopo il restauro, Nike alata in ceramica scialbata (inv. 10128)

    Dopo il restauro, Sfinge fittile in ceramica scialbata (inv. 10276)

    Dopo il restauro, figurina fittile stante in ceramica scialbata (manca n. inv.)

    Dopo il restauro, kylix in ceramica a figure rosse (inv. 10067)

    Dopo il restauro, kantharos in ceramica a figure rosse (inv. 10074)

    Dopo il restauro, testa fittile in ceramica scialbata (inv. 10277)

    Dopo il restauro, skyphos in ceramica a figure rosse (inv. 10154)

    Dopo il restauro, lekane in ceramica a figure rosse (inv. 10160)

    Dopo il restauro, brocca ariballica in ceramica a figure rosse (inv. 10062)

    Dopo il restauro, phiale mesomphalos in ceramica argentata (inv. 10117)

    Dopo il restauro, coperchio in ceramica a figure rosse (inv. 10112)

    Dopo il restauro, kylix in ceramica a figure rosse (inv. 10065)

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
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