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    Torna a dal Tesoro di San Marco

    Piatto o scodella con dischi a rilievo e campi quadrati a punte di diamante (già utilizzato come lampada di sospensione)

    Data: X-XI secolo
    Artista: Artista costantinopolitano
    Tecnica/Materiale: Vetro trasparente di colore verdognolo, fuso, molato e lucidato
    Dimensioni: alt. 3,9 cm, diam. 26,8 cm
    Provenienza: Ignota
    Collocazione: Venezia, Basilica di San Marco, Tesoro (inv. 143)
    Edizione: dal Tesoro di San Marco
    Autore scheda in catalogo: Ettore Merkel
    Restauro: Corinna Mattiello
    Ente di Tutela: Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Venezia e Laguna

    Là si consuma nella sua fiamma un lampadario bellissimo   (Konstantinos Kavafis)

    Scheda breve

    Il piatto è in vetro spesso e di colore trasparente, accentuatamente verdognolo, ha la forma di una scodella dai bordi rialzati e presenta un piede di base basso. Mostra, sulla superficie convessa, una caratteristica decorazione a rilievo con dischi alternati a campi quadrati a punte di diamante.

     

     

    Il conte Leopoldo Cicognara che, tra gli anni 1816 e 1820, redasse l’inventario del Tesoro della Basilica veneziana di San Marco, descrive l’oggetto come “scudella piana di cristallo senza guarnizione con rilievi dietro il fondo a cerchi e a punte”.

    Il vetro fu presumibilmente realizzato da un artista bizantino tra il X e l’XI secolo. Data la consunzione di tutti i punti a rilievo della decorazione, si desume che esso fu impiegato in passato come piatto per l’uso liturgico. Successivamente gli orafi veneziani dotarono la scodella di un bordo metallico, per utilizzarla come lampada votiva da sospensione all’interno della Basilica marciana; questa passata trasformazione è testimoniata dalla presenza di scalfitture sull’orlo di vetro e di tracce di ossidazioni metalliche.

     

     

    Il restauro è consistito in un intervento di manutenzione e pulitura della superficie vetrosa. L’applicazione di tamponi di cotone, imbevuti in una soluzione di alcol e acetone, si è alternata a lavaggi con acqua deionizzata e tensioattivo. L’asciugatura è stata ottenuta mediante disidratazione con alcol e acetone.

     

    Redazione Restituzioni

    Le fasi del restauro

    Prima
    Prima

    Prima del restauro, particolare

    Dopo
    Dopo

    Dopo il restauro

    Altre opere dell'edizione

    oreficeria

    Icona con il busto dell’arcangelo Michele

    Artista costantinopolitano

    oreficeria

    Icona dell'arcangelo Michele stante e ad ali spiegate

    Orafo costantinopolitano

    oreficeria

    Calice

    Manifattura veneziana

    oreficeria

    Lampada in avorio

    Artista bizantino

    https://www.gallerieditalia.eu
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