Impostata secondo un preciso disegno, con andamento regolare similarmente alla parete est, la parete nord è caratterizzata da giornate che seguono i gruppi delle figure a due o a tre, e che dalla parete est si sviluppano verso sinistra e verso il basso, senza pentimenti. Nelle maestranze che vi operano sembra esservi la volontà di omologarsi al metodo di Stefano, senza tuttavia averne la levatura. Pur tenendo presente lo stato di conservazione aggravato da molti fattori, non ultimo l’orientamento verso settentrione, l’esecuzione pittorica è di fatto più debole.
Il disegno richiama quello della parete est ed è realizzato a pennello sull’intonaco ancora umido, con ocra gialla oltre che con terra rossa, meno ricco di effetti chiaroscurali e di tridimensionalità rispetto a quello di mano di Stefano. La costruzione ad affresco degli incarnati è analoga, ma con effetti non altrettanto felici. Molte dovevano essere le rifiniture a secco, oggi perdute, sono invece ancora presenti tracce di lumeggiature a secco, con colori a base di piombo, biacca e minio, oggi alterati in bruno.
Redazione Restituzioni
