Questa parete presenta una complessità nel disegno e nella stesura pittorica che la differenzia nettamente dalle altre tre. Come nelle pareti est e sud, si riscontra una diversificazione dell’esecuzione tecnica tra registro superiore e inferiore.
I sei angeli della fascia alta sono eseguiti su due grandi giornate, una per i quattro di sinistra e l’altra per quelli di destra, su un intonaco liscio, regolare e con le sovrapposizioni delle giornate poco visibili. Il disegno esecutivo in ocra rosso e talvolta gialla è rapido e disinvolto, con poche esitazioni o pentimenti significativi ed imposta una scena caratterizzata da scorci prospettici arditi. Le stesure cromatiche oggi superstiti sono applicate a secco con abbondante uso di pigmenti a base di piombo attualmente anneriti, che spesso rendono difficile leggere il rapporto luce ombra originali, con effetti in “negativo”. Disegno e incarnati sono stati realizzati quando l’intonaco era ancora umido, mentre tutto il resto è pressoché eseguito attraverso stesure a secco con cromie varie ed articolate, applicate a volte in strati plurimi, tipiche di una tecnica che si avvicina più alla tavola che al muro. Sono evidenti anche sovrapposizioni di colori inusuali per l’affresco, quali pigmenti a base di piombo come la biacca e il minio, e la ricerca di effetti cromatici sorprendenti, oggi purtroppo poco apprezzabili.
Nel registro inferiore sono presenti diversi pentimenti, le giornate sono più piccole, in alcuni casi sovrapposte, comprendenti gruppi di due-tre figure. I volti sono dipinti ad affresco con tecnica simile alla parete nord, ma con una maggiore incisività del disegno esecutivo e una profilazione più precisa che li avvicina alla parete est. Caratterizza la parete un ampio utilizzo di finiture a secco, realizzate con pigmenti, molti dei quali a base di piombo, stesi in legante oleoproteico (olio e uovo) e l’impiego di cera sia come missione per le lamine metalliche sia per modellare a rilievo alcuni decori che ornano ad esempio lo scollo, i polsini e l’orlo degli abiti, come nella parete sud.
La tecnica esecutiva, fuori dagli schemi tradizionali, ha fatto pensare alla presenza di un maestro pisano formatosi nel cantiere del ciclo del “Trionfo della Morte” dipinto da Buffalmacco nel 1336 circa nel Camposanto di Pisa, dove anche Stefano dipinse una perduta “Assunta”.
Redazione Restituzioni
