La carrozzina, o carrozzella, del Castello di Aglié è stata realizzata per un bambino della casata dei Savoia Genova. Il monogramma «FU» si riferisce infatti con ogni probabilità a Ferdinando Umberto, figlio del duca Tomaso e di Elisabetta di Baviera, nato nel 1884. Il prototipo delle carrozzelle per bambini è normalmente considerato quello fatto realizzare nel 1733 dal terzo duca di Devonshire su disegno di William Kent, un architetto paesaggista, oggi conservata a Chatsworth nelle collezioni del castello. Si trattava di un guscio a forma di conchiglia, con una capote a mantice, quattro ruote e un lungo timone che consentiva di attaccare cani o cavalli di piccola taglia. Nell’Ottocento cambia l’impostazione del trasporto di bambini, nobili e borghesi: non più trainati da animali per gioco e per addestramento alla guida, ma spinti da genitori e governanti. A metà dell’Ottocento le incisioni satiriche inglesi e più avanti le prime pubblicità sui giornali mostrano già passeggini a tre ruote. Esiste un esempio molto simile a quello di Aglié che contempera il manubrio posteriore fatto per spingere e, nella parte anteriore, un timone che per la sua eleganza parrebbe destinato a essere usato come traino da un adulto. Si tratta della carrozzella del cugino di Ferdinando, Vittorio Emanuele III, oggi al Quirinale, datata al 1878. Anche questo è un guscio di legno scolpito in forma di conchiglia, dipinto di blu e dorato, con una capote di seta blu e un lungo timone. A differenza di quella del cugino, la carrozzina di Aglié è tutta giocata sull’alternanza di blu e argento. Il restauro ne ha rivelato la brillantezza del blu delle parti lignee e delle argentature, sia sul legno sia sulle parti metalliche, adornate con serti di foglie di alloro. Sul davanti, il monogramma di Ferdinando Umberto è sormontato da corona. L’imbottitura interna in seta écru è trapuntata. Non è stato possibile risalire all’identità della ditta costruttrice. Il cognome, di provenienza lombarda, porterebbe a cercare il fabbricante a Milano, dove nel 1827 è attestato un Domenico Cesati fabbricante di scocche per carrozze. Per quanto riguarda la datazione, date le dimensioni dell’interno, quest’oggetto era fatto per un bambino tra i tre e i cinque anni. Il monogramma di Ferdinando porta quindi a datarla intorno al 1887, e ben si comprende come l’uso di un oggetto così costoso e di vita così breve sia poi stato esteso a tutti i fratelli, dando luogo alla denominazione, di cui è rimasto il ricordo in castello, di «carrozzina dei figli del duca di Genova».
Restituzioni 2018. Guida alla mostra
a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)
