Il frammento di cornice rettilinea, in calcare d’Aurisina, presenta anteriormente una sequenza di fasce decorate (modanature). La modanatura di coronamento (sima) è ornata da larghe foglie, forse palmette, alternate a foglie lanceolate. Segue, in basso, una fascia a kyma ionico, costituita cioè da una fila di ovoli entro sgusci separati da lancette. Tre mensole, decorate da foglie lanceolate e da una foglia d’acanto, sostengono una corona liscia, mentre gli spazi tra le mensole sono campiti da fiori con grosso bottone centrale; un profilo a grosse perle borda le mensole e gli scomparti intermedi. La sottocornice, infine, si articola in una modanatura a dentelli quadrati e in un altro kyma ionico.
Il blocco di cornice proviene dall’antica colonia romana di Iulia Concordia, oggi Concordia Sagittaria. Date le dimensioni e la sequenza ornamentale, se ne potrebbe immaginare l’appartenenza a un portico, forse quello del foro concordiese.
Il reperto è riferibile alla prima metà del I secolo d.C.: rimandano a questa cronologia la presenza di motivi ornamentali che si affermano, appunto, in piena o tarda età augustea (27 a.C.-14 d.C) e permangono per tutta l’età giulio-claudia (14-69 d.C.) e oltre. Come suggerisce la resa stilistica affrettata, imprecisa e di modesta qualità, la cornice è forse da attribuire a una bottega locale che ha semplificato i modelli decorativi utilizzati dai grandi cantieri romani di epoca augustea.
Il pezzo presentava macchie bruno-rossastre dovute a incrostazioni terrose e calcaree, residui di malte moderne e di colature di pittura, e una colorazione grigia scura dovuta alla proliferazione di elementi biodeteriogeni. La pulitura è stata eseguita mediante lavaggi con acqua demineralizzata, spazzole, pennelli, microtrapani, frustine in fibra, impacchi con polpa di cellulosa e acqua demineralizzata, bisturi, microincisore, applicazioni di prodotti biocidi. Per i depositi particolarmente tenaci è stato impiegato l’apparecchio a ultrasuoni.
Redazione Restituzioni
