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    Assunta

    Artista: Argentiere napoletano
    Tecnica/Materiale: argento fuso, sbalzato e cesellato; ottone fuso e dorato a mercurio; struttura in ferro e legno
    Dimensioni: 176 x 107 x 70 cm
    Provenienza: Gerace (Reggio Calabria), cattedrale di Santa Maria Assunta, cappella dell’Assunta
    Collocazione: Gerace (Reggio Calabria), Museo Diocesano
    Edizione: Restituzioni 2018
    Autore scheda in catalogo: Daniela Vinci
    Restauro: Adduci Restauri di Antonio Adduci; indagini Ars Mensurae
    Ente di Tutela: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Citta' Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia

    Opera restaurata da Adduci Restauri di Antonio Adduci

    Scheda breve

    Il gruppo argenteo dell’Assunta di Gerace è una preziosa testimonianza delle espressioni artistiche napoletane della seconda metà del XVIII secolo ancora aderenti ai raffinati stilemi tardobarocchi. L’insieme poggia su una base polilobata con ricche volute agli angoli; al suo centro è presente un’insegna vescovile da riferire a monsignor Pietro Domenico Scoppa, vescovo della diocesi di Gerace dal 1756 al 1793. La commissione della scultura da parte del vescovo Scoppa è ulteriormente confermata da un’epigrafe, oggi collocata nel cortile del Palazzo Comunale di Gerace, che in origine doveva trovarsi nella cappella dell’Assunta della cattedrale. Sulla ricca base poligonale poggia un morbido vortice di nubi su cui si stagliano, sulla fronte, due teste di serafini e, ai lati, due vivaci cherubini. La figura dell’Assunta si eleva da questa massa plastica e movimentata con un moto vorticoso e ascensionale accentuato dall’emergere delle forme anatomiche e dall’andamento della veste. La testa della Vergine è coronata da dodici stelle e si realizza così in questo gruppo una commistione tra i temi mariani dell’Assunta e dell’Immacolata Concezione. Il volto della Madonna ha un’espressione intensa ed estatica e il capo, piegato leggermente a destra, è rivolto verso l’alto; la posizione delle braccia, in un gioco di echi e rimandi con i gesti e le movenze degli angeli laterali, enfatizza il distacco dalla vita terrena e sottolinea la ricerca di equilibrio durante il volo verso l’alto. La leggerezza e l’eleganza del movimento sono sottolineate anche dal prezioso e ampio manto a broccato a fiori. Il gruppo scultoreo si presenta quasi come un’apparizione e il fedele partecipa meravigliato al momento in cui la Vergine è assunta in cielo. La Vergine e i puttini non entrano in contatto visivo con l’osservatore, ma lo coinvolgono emotivamente con i loro sguardi e gesti pieni di tensione. Il restauro dell’Assunta di Gerace, realizzato nell’ambito di Restituzioni, ha permesso principalmente di ripristinare le condizioni di sicurezza e di garantire così la conservazione di un’opera dal forte valore artistico e devozionale. Tra le novità più rilevanti emerse grazie al restauro vi è finalmente la possibilità di una corretta lettura della vicenda storico-artistica dell’opera. Parte della bibliografia precedente ha riportato la notizia che sul manufatto fossero presenti punzoni personali con le iniziali «GD». Poiché sotto la suola del piede destro della Vergine vi è un’iscrizione in caratteri corsivi che riporta la scritta «Cajetanus Dattilo F. / 1772», il dibattito storico-artistico era unanime nell’attribuire la realizzazione della statua a un non meglio identificato Gaetano Dattilo. Nessuno tra gli studiosi era però riuscito a rintracciare altre opere che presentassero le iniziali «GD» e quindi la personalità di Gaetano Dattilo non aveva avuto alcun riscontro oggettivo. La lettura corretta dei punzoni ha espunto la possibilità che tale sconosciuto argentiere sia stato l’esecutore dell’opera. Per prima Rosanna Caputo ha segnalato la presenza, oltre che del punzone «GD», di un altro bollo con le iniziali «SD» che, effettivamente, è l’unico punzone riscontrato. Il Gaetano Dattilo citato nell’iscrizione sotto il piede è forse riferibile a un personaggio di spicco del mondo ecclesiastico ed è infatti significativo che il 1772 sia l’anno di inizio dell’abbaziato a Cava de’ Tirreni dell’abate Gaetano Dattilo. La famiglia Dattilo ha origini antichissime nel Regno di Napoli; un ramo della famiglia già dal XIII secolo si stabilì in Calabria ed ebbe dimore a Cosenza e a Santa Caterina dello Ionio. Tra le insegne araldiche della famiglia vi è anche la palma così come nello stemma del vescovo Scoppa che era originario della stessa Santa Caterina. La «F.» dell’iscrizione non è necessariamente da leggere come firma dell’artista, ma piuttosto come volontà e attestazione di una presenza di rango in questo territorio. Il modello da cui fu tratto il gruppo scultoreo è attributo a uno dei più dotati allievi di Giuseppe Sanmartino (1720-1793), lo scultore Salvatore Franco, ben più noto per la modellazione di figure presepiali. L’Assunta mostra dunque una piena adesione agli stilemi della produzione artistica settecentesca napoletana. La realizzazione nel Regno di Napoli e la datazione al 1772 sono confermate dalla presenza del bollo coronato «NAP / 1772».

    Le fasi del restauro

    Prima
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Prima

    Prima del restauro, fronte

    Prima del restauro, particolare dei danni meccanici e chimici

    Prima del restauro, particolare dei depositi coerenti

    Prima del restauro, particolare dei danni chimici

    Durante
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Durante

    Durante il restauro, pulitura al microscopio operativo

    Durante il restauro, rimozione dei prodotti di corrosione

    Durante il restauro, smontaggio e catalogazione

    Durante il restauro, particolare del campione di pulitura sul mantello

    Durante il restauro, particolare del campione di pulitura sulla base

    Durante il restauro, insieme dopo la pulitura

    Durante il restauro, saggi di pulitura

    Durante il restauro, smontaggio e catalogazione

    Durante il restauro, particolare del punzone dell'argentiere

    Durante il restauro, particolare del bollo della Città

    Dopo
    Visualizza più foto Visualizza meno foto
    Dopo

    Dopo il restauro, fronte

    Dopo il restauro, retro

    Dopo il restauro, profilo destro

    Dopo il restauro, profilo sinistro

    Dopo il restauro, particolare dell’Assunta

    Dopo il restauro, particolare degli angeli

    Dopo il restauro, particolare del putto

    Dopo il restauro, particolare della base

    Dopo il restauro, particolare dell’iscrizione sotto il piede della Vergine

    Approfondimenti

    Restituzioni 2018. Guida alla mostra

    a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (guida cartacea)

    Restituzioni 2018

    Tesori d'arte restaurati, a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti, Venezia 2018 (PDF online)

    Scheda dal catalogo

    Altre opere dell'edizione

    pittura

    Pitture murali della tomba di Henib

    corredo funerario

    Sarcofago antropoide di Unmontu

    scultura

    Tre stele daunie dal territorio della Capitanata (Stele maschile con armi, Due stele con ornamenti)

    scultura

    Testa maschile barbata, cosiddetta “Testa di Basilea”

    https://www.gallerieditalia.eu
    PROGETTO CULTURA
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