La Vergine, dai lunghi capelli ondulati e sciolti, appare al centro dell'altarolo, ornata di una corona impreziosita da quattro rubini, con il Bambino sul braccio destro e uno scettro nella sinistra.
Alle spalle della vivida statuetta in argento dorato scorre sul tabernacolo la narrazione delle storie dell’infanzia di Gesù (l’Annunciazione e la Visitazione sull’antina di sinistra, la Natività e l’Adorazione dei Magi su quella mediana, la Strage degli innocenti e la Fuga in Egitto su quella mediana di destra, la Presentazione al Tempio e il Ritrovamento tra i dottori nel Tempio), dipinte in uno stile raffinato con smalti multicolori. A completare questo ideale compendio dei Vangeli si trovano, sul lato posteriore degli sportelli richiudibili, le storie della Passione e Resurrezione (il Battesimo, l’Ingresso in Gerusalemme, la Lavanda dei Piedi, Gesù davanti a Pilato, la Crocefissione, la Deposizione, la Resurrezione, le Donne al sepolcro, il Noli me tangere, l’Incredulità di Tommaso).
Nell’angolo di sinistra, a chiudere la narrazione, ruggisce infine un drago alato.
L’opera fa parte della collezione originale del Museo Poldi Pezzoli, dove è entrata in seguito a un acquisto negli anni Cinquanta dell’Ottocento. Si tratta di una notevole testimonianza artistica del Trecento francese, come suggeriscono alcuni confronti con la coeva produzione dell'oreficeria e della miniatura nell'area parigina.
L’individuazione di punzoni sulla base ha permesso di ricondurre l’opera alla regione della Mosa, che per prima imitò i modelli parigini. Non solo: i due punzoni, uno dell’artefice e uno della corporazione cittadina, hanno inoltre permesso di datare l’altarolo a dopo il 1275, anno in cui una legge impose il doppio sistema di certificazione.
La superficie smaltata presentava numerosi distacchi, oltre ad ingiallimenti delle integrazioni pittoriche passate.
Per escludere la formazione di prodotti di corrosione sotto lo smalto, l’oggetto è stato smontato: l’operazione ha rivelato notevoli problemi di scorrimento della lastrina nelle guide laterali, evidenziando inoltre il problema del telaio del tabernacolo che, esercitando sulla stessa lastrina forze di torsione e compressione, determinava il distacco degli smalti. Per ovviare a ciò è stata effettuata una significativa reintegrazione delle lacune, realizzata secondo il principio mimetico che rende visibile l'intervento solo da vicino.
L'operazione si è conclusa con il rimontaggio dell'opera e la stesura sullo smalto di una sostanza protettiva.
Redazione Restituzioni
